Fed. Powell fa pace con i mercati: rassicura sui tassi e sulla crescita

Jerome Powell, governatore della Fed

Jerome Powell, governatore della Fed

New York, 04 gennaio – Jerome Powell è riuscito a riportare ottimismo tra gli investitori, che solo il 19 dicembre scorso avevano reagito male alle parole da lui pronunciate durante l’ultima conferenza stampa del 2018 (quella successiva alla decisione della Fed di alzare i tassi per la quarta volta nell’anno). Da Atlanta, il governatore della Banca centrale americana ha scattato una fotografia incoraggiante della congiuntura americana, ha difeso l’indipendenza della Fed spiegando che non darebbe le dimissioni anche se il presidente Usa glielo chiedesse e ha spiegato che a fronte di un’inflazione sotto controllo la Fed sarà “paziente mentre valuta come l’economia evolve”. Non solo. Powell ha sottolineato che la politica monetaria non si trova su una strada predefinita e che, in caso di necessità, l’istituto “non esiterebbe ” a cambiare rotta “rapidamente” e “con flessibilità” e “a usare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere l’economia”. Questo significa che né gli aumenti del costo del denaro (iniziati da Janet Yellen nel dicembre del 2015) né la riduzione del bilancio da 4.100 miliardi di dollari della Fed (avviata nell’ottobre 2017) hanno il “pilota automatico” attivato, espressione citata da Powell il mese scorso e che aveva gettato nel panico trader e gestori. A loro era sembrato che per il governatore, la strategia avviata dalla Fed sul bilancio (gonfiato negli anni della crisi da tre round di acquisti di Treasury e bond ipotecari) fosse intoccabile. A fronte di queste rassicurazioni, l’azionario ha brindato spingendo il DJIA in rialzo di oltre il 3,6% e il Nasdaq Composite di più del 4,3%. Il rally era stato già sostenuto da altri due fattori: il buon andamento dell’occupazione americana a dicembre, che ha chiuso il migliore anno dal 2015, e le rinnovate speranze sui negoziati commerciali tra Usa e Cina, che ricominceranno a Pechino il 7 e l’8 gennaio. Alla fine di una settimana in cui i mercati sono tornati a temere una frenata dell’economia globale a causa del taglio delle guidance annunciato a sorpresa mercoledì sera da Apple, Powell ha cercato di contenere il pessimismo. Secondo lui è vero che la Cina sta mostrando debolezza ma la seconda maggiore economia al mondo dopo quella Usa quest’anno dovrebbe crescere come anche il resto dell’Asia. E in America i dati sono generalmente solidi, come dimostrato dal fatto che a dicembre le aziende statunitensi hanno creato 312mila posti di lavoro, massimi del febbraio 2018.

 

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