Borsa. Acuto di Piazza Affari nel segno delle banche, il Ftse Mib chiude a +1%

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Piazza Affari

Piazza Affari

Piazza Affari chiude con un acuto una settimana di transizione prima dell’atteso appuntamento con le decisioni Bce sul quantitative easing (il 26 ottobre) e della possibile scelta di Trump sulla nuova guida della Federal Reserve. Mentre gli altri listini continentali hanno vissuto una seduta anonima, l’indice Ftse Mib di Milano ha guadagnato lo 0,97% spinto in primo luogo dai bancari e dalle performance di alcuni titoli di società industriali. Continua a leggere

East Capital. Vedere la luna, e non il dito, nei mercati di frontiera. Commento di Emre Akcakmak

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Emre Akcakmak (Portfolio Advisor del fondo East Capital Global Frontier Markets)

Emre Akcakmak (Portfolio Advisor del fondo East Capital Global Frontier Markets)

I mercati di frontiera si stanno preparando per un grande ritorno, con una crescita significativa del 25%, in dollari americani, nei primi nove mesi del 2017. I mercati di frontiera dovrebbero seguire lo sviluppo positivo che ha interessato i mercati emergenti negli ultimi trent’anni. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto nel World Economic Outlook di ottobre 2017 che la lista delle economie a crescita maggiore sarà ampiamente dominata dai mercati di frontiera, la cui crescita media nel quinquennio 2018-22 è prevista essere superiore al 4%. La storia, però, non finisce qui. Adottando un approccio di selezione dei titoli bottom-up, costruiamo i nostri portafogli con l’obiettivo di sfruttare le opportunità più interessanti, seguendo quattro temi principali. Continua a leggere

Columbia Threadneedle Investments. Giappone, la possibile morte dell’Abenomics

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Il Premier giapponese, Shinzo Abe e il Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump in un recente incontro alla Casa Bianca

Il Premier giapponese, Shinzo Abe e il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump in un recente incontro alla Casa Bianca

In un Paese in cui il Primo ministro tende ad avere vita breve, Shinzo Abe ha riscosso un enorme successo. Dalla sua elezione nel 2012, ha governato una fase di stabilità senza precedenti. La sua agenda di riforme economiche, la cosiddetta “Abenomics”, si è dimostrata uno strumento potente, riuscendo a stimolare una forte crescita dell’economia e l’aumento dei prezzi delle attività. Sotto l’egida di Abe, l’indice azionario giapponese Topix è quasi raddoppiato. Continua a leggere

Candriam. Elezioni anticipate, scommessa rischiosa per Abe?

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Il Primo ministro del Giappone, Shinzo Abe

Il Primo ministro del Giappone, Shinzo Abe

Anche se la legislatura attuale sarebbe dovuta continuare fino a dicembre 2018, Shinzo Abe, Primo ministro giapponese, il 25 settembre ha deciso di sciogliere il Parlamento (la Camera bassa) e di indire elezioni anticipate per il 22 ottobre. Questo, però, non rappresenta un caso isolato, in quanto anche altri capi di governo, in passato, hanno deciso di accorciare la legislatura per trarre vantaggio da una situazione favorevole.  Continua a leggere

UBP. Debito emergente, a pensar male si fa peccato…e in questo caso si sbaglia anche

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Denis Girault (Head of Emerging Markets Fixed Income, Union Bancaire Privée – UBP)

Denis Girault (Head of Emerging Markets Fixed Income, Union Bancaire Privée – UBP)

Sebbene siano spesso considerati troppo rischiosi, i corporate bond dei mercati emergenti denominati in valuta forte hanno una loro attrattività, tra cui un profilo rischio-rendimento molto competitivo. Con i fondamentali economici che stanno migliorando, è probabile che i flussi di investimento in questa asset class continueranno a crescere. Negli ultimi mesi i mercati emergenti sono diventati più attraenti. Tuttavia, molti investitori continuano a considerare il debito emergente come un’asset class altamente rischiosa. Chiaramente, sembra non abbiano osservato i cambiamenti in atto nei Paesi emergenti: per esempio, non sembrano essere consapevoli del fatto che quasi il 65% del debito corporate emergente denominato in dollari (la valuta di riferimento in questo mercato) sia Investment Grade.  Continua a leggere

Aberdeen AM. A 30 anni dal Black Monday. Articolo di Lucy O’Carroll

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Lucy O’Carroll, Chief Economist di Aberdeen Standard Investments

Lucy O’Carroll, Chief Economist di Aberdeen Standard Investments

Il 19 ottobre 1987 un crash iniziato ad Hong Kong si propagò ai mercati europei e poi agli Stati Uniti. La Borsa di Hong Kong perse l’11% ed il mercato restò chiuso per il resto della settimana per calmare i nervi degli investitori. Ma non funzionò: quando riaprì, il lunedì successivo, le azioni scesero ancora del 33%. Nel Regno Unito, l’indice FTSE 100 perse quasi l’11% il 19 ottobre e un ulteriore 12% il giorno seguente mentre altri mercati azionari europei subirono altre contrazioni significative. Negli Stati Uniti, il crollo del 23% del Dow Jones Industrial Average, indice di riferimento a Wall Street, la Borsa di New York,  fu la correzione al ribasso più importante in una sola seduta. Continua a leggere