Lyxor. Strategie di investimento obbligazionarie in un contesto di mercato sfidante

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PFC-Issues-400-Million-of-Green-Bonds-on-LSE’s-International-Securities-MarketA dieci anni dall’inizio della grande crisi finanziaria, le politiche di stimolo monetario hanno contribuito ad una ripresa globale, anche se non uniforme. I tassi di occupazione sono in costante miglioramento, con tassi di disoccupazione inferiori al 4% negli Stati Uniti, in Germania e in Giappone che potrebbero stimolare l’inflazione. In questa fase, le principali banche centrali stanno ponendo fine alle loro politiche di supporto monetario. Continua a leggere

Presentato la congiuntura REF di ottobre. Il ciclo economico espansivo si avvia verso l’epilogo e l’Italia si fa male con le proprie mani

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Giovanni Tria, ministro dell'Economia e delle Finanze

Giovanni Tria, ministro dell’Economia e delle Finanze

Il ciclo economico espansivo si avvia verso l’epilogo. I segnali di deterioramento del quadro macroeconomico si accentuano. I rischi al ribasso sono aumentati. All’orizzonte si stanno addensando nubi che preannunciano l’arrivo di una recessione. Continua a leggere

Capital Group. L’azionario USA è troppo costoso?

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Wall Street a New York

Wall Street a New York

Si sente spesso dire che l’azionario americano è troppo costoso. Tuttavia, se si va ad analizzare chi sta guidando i rendimenti del mercato azionario e l’S&P 500, si scopre che la performance statunitense è dovuta in larga parte a un numero ridotto di società. Sono infatti i giganti della tecnologia – che pesano per oltre il 25% sul mercato – ad aver registrato una crescita spettacolare di utili e quotazioni azionarie negli ultimi anni.  Continua a leggere

Candriam. Nessuna ragione sostanziale dietro al sell-off negli USA, ma i rischi macro rimangono. Articolo di Nadège Dufossé

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La Borsa di Wall Street nell'omonima via di New York

La Borsa di Wall Street nell’omonima via di New York

Il 10 ottobre sia il Dow Jones Industrial che il Nasdaq hanno registrato vendite significative, cedendo rispettivamente più del 3% e del 4%. La causa di questa massiccia ondata di vendite non va ricercata in un singolo catalizzatore, quanto piuttosto in un’ampia serie di rischi, abbinata a un posizionamento estremo. Nel corso degli ultimi mesi, la divergenza di performance tra gli USA e il resto del mondo ha raggiunto livelli estremi, portando chi investe seguendo i trend a detenere posizioni molto lunghe sui titoli growth e sulle azioni statunitensi, in particolare nel settore tecnologico.  Continua a leggere