Con la finanza tecnologica il trading emigra sull’online. Ma è una passione che può costare cara. Il 26 e 27 ottobre a Piazza Affari va in scena il TOL Expo. Giambattista Pepi ha intervistato Anna Rita Birtolo di Borsa Italiana

Anna Rita Birtolo, responsabile sviluppo prodotto Idem di Borsa Italiana

Anna Rita Birtolo, responsabile sviluppo prodotto del mercato Idem di Borsa Italiana

Il 26 e 27 ottobre nella storica sede di Palazzo Mezzanotte a Milano si svolgerà la XV edizione del Trading online Expo. Organizzata da Borsa Italiana, alla manifestazione prenderanno parte broker, emittenti, trader professionisti, docenti universitari che metteranno a confronto investitori ed espositori nell’analisi del fenomeno del trading online. www.finanzalternativa.it ha intervistato Anna Rita Birtolo, responsabile sviluppo prodotto del mercato IDEM di Borsa Italiana. Quali sono le novità di questa edizione? “Anzitutto il tema di questa edizione è l’educazione finanziaria”. “Un tema che cade a fagiolo sia in generale, considerato il deficit culturale in materia finanziaria degli italiani rispetto ad altri Paesi OCSE, sia in particolare in riferimento all’evoluzione del trading online che va usato con consapevolezza e responsabilità  perché non è esente da rischi, come per altro nessun investimento di natura finanziaria lo è. La prima novità è il TOL contest. Si svolge prima dell’Expo, in moduli dove gli sponsor della manifestazione metteranno a disposizione dei partecipanti video online di education anche centrati su particolari prodotti negoziabili in Borsa. Quindi verranno pubblicati gli e-book in modo che gli utenti possano consultarli, verificando il livello di apprendimento realizzato con i video tutorial. Infine si svolgeranno gare di trading simulato. L’altra novità è un percorso formativo di Borsa Italiana su diversi asset class, tenuti da colleghi di Borsa ed esperti del settore. Gli approfondimenti riguardano le obbligazioni in valuta, i derivati e IDEM, il mercato in cui sono negoziati contratti che “derivano” il proprio valore da attività o strumenti sottostanti come futures e opzioni”.

Il trading online è stato regolato dalla Consob nel 1999. Da allora ha conosciuto uno sviluppo notevole.

“E’ vero. La presenza del retail nei mercati italiani è molto forte. Anzi è un fenomeno tipicamente italiano. Tanto vero che sono molto elevati i volumi generati dal trading online. Questo “fenomeno” è il risultato degli investimenti in tecnologie e in educational dell’industria finanziaria nel suo complesso e, in particolare, dei broker online, per far crescere il settore. Anche Borsa Italiana ha investito in questo mercato strategico”.

Quali sono i dati più recenti?

“I dati contenuti in Tolis (un database che permette di mappare mensilmente l’andamento dell’industry italiana del trading online, dove confluiscono i dati forniti da cinque leading online broker che lo condividono e ne fanno parte n.d.r.) sono in questo senso eloquenti e danno l’idea delle dimensioni raggiunte dal trading online. Sul Mercato Telematico Azionario (MTA), il principale listino della Borsa Italiana, il 12% dei contratti sono eseguiti da intermediari partecipanti al TOLIS; il 37% su AIM Italia, il 55% sul Trading After Hours (TAH), il 9% sul  BIT Global Equity Market (azioni estere europee); il 23% nei Mini-futures su indice FTSE Mib e il 16% su opzioni settimanali su indice FTSE Mib”.

Come si concilia questo strumento che ha costi di commissione bassi con rischi elevati?

“Con l’entrata in vigore di Mifid 2 il 1° gennaio 2018, aumenteranno le tutele per gli investitori e questo contribuirà ad accrescere le conoscenze dei risparmiatori sui rischi connessi agli investimenti finanziari. Al di la di ciò che costituisce un obbligo di legge, come Borsa desideriamo un mercato di investitori consapevoli e responsabili. Per questa ragione collaboriamo con i broker online e siamo favorevoli ad ogni iniziativa volta ad accrescere le competenze dei risparmiatori”. 

 

 

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2 Responses to Con la finanza tecnologica il trading emigra sull’online. Ma è una passione che può costare cara. Il 26 e 27 ottobre a Piazza Affari va in scena il TOL Expo. Giambattista Pepi ha intervistato Anna Rita Birtolo di Borsa Italiana

  1. R.R. scrive:

    E’ un’attività da non fare perché è speculazione finanziaria, improduttiva di beni o servizi e che provoca attaccamento al denaro, cosa che come tutti dovrebbero essere consapevoli è incompatibile con la nostra fede religiosa. Si dimostra senso di responsabilità sociale nel tener conto di quanto sopra non incoraggiando questa pratica anche pubblicando questo commento dal quale trarne una utilissima riflessione personale.

    • Giambattista Pepi scrive:

      Pubblico volentieri la sua opinione e la ringrazio dell’attenzione che ha voluto riservare all’articolo e al nostro sito. G. Pe.

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