Banche. Bce, invariati i requisiti CET1 nel 2019, solo sei sotto soglia. Chiesto alle italiane tra l’1 e il 3% del capitale. Credem al top

Il logodella Bce davanti al palazzo che la ospita a Francoforte sul Meno

Il logodella Bce davanti al palazzo che la ospita a Francoforte sul Meno

Roma, 28 gennaio. Le banche europee vigilate dalla Bce hanno raggiunto la sufficienza piena negli esami Srep diffusi stamani dalla Bce. I requisiti e gli orientamenti complessivi Srep in termini di capitale primario di classe 1 (CET1) sono rimasti nel 2019 stabili al 10,6%, lo stesso livello registrato nel 2018, si legge in una nota della Vigilanza (Ssm) di Francoforte. I requisiti patrimoniali di secondo pilastro, fissati dall’autorità di vigilanza per ogni banca, e gli orientamenti non vincolanti di secondo pilastro sono stati pari in media rispettivamente al 2,1% e all’1,5%, entrambi invariati rispetto all’anno precedente. “Siamo sostanzialmente soddisfatti del livello complessivo di adeguatezza patrimoniale degli enti significativi sottoposti alla nostra vigilanza” ha dichiarato Andrea Enria, Presidente del Consiglio di vigilanza della Bce. “La nostra valutazione ha rilevato che permangono preoccupazioni, in particolare per quanto riguarda i modelli imprenditoriali, la governance interna e i rischi operativi delle banche”. Sulle 109 banche esaminate solo sei, rivela la Bce, “hanno mostrato livelli di CET1 inferiori agli orientamenti di secondo pilastro. Agli enti che non hanno adottato misure soddisfacenti nell’ultimo trimestre del 2019 sono state richieste azioni correttive”.

Una banca maltese, due greche e poche altre sono in testa alla non invidiabile classifica per la maggior richiesta percentuale di capitale aggiuntivo, quello di secondo pilastro (P2r), da parte della Bce. E’ il dato che emerge dall’esercizio Srep 2020 della Banca che ha pubblicato, novità di quest’anno, una tabella con la lista individuale delle richieste di capitale per rafforzare il primo pilastro obbligatorio. In tutti questi casi la Bce ha chiesto di utilizzare, per riempire il cuscino aggiuntivo, il capitale di qualità migliore, il cet1. Alle spalle delle ‘osservate speciali’ (c’è anche Dexia Sa sulla strada della chiusura ordinata) c’è un drappello di banche ad un gradino inferiore, quello del 3%. Tra queste le italiane Mps e Popolare di Sondrio. Dall’apertura del sipario sui dettagli del requisito Pillar2 emerge poi una richiesta fatta al gruppo bancario Iccrea di un requisito di secondo pilastro (P2r) del 2,50% che non risultava nel 2018 (c’era solo il cuscinetto Ccb, ossia di conservazione del capitale, pari all’1,87%). Iccrea fino ad oggi non aveva indicato la richiesta Bce. L’altra capogruppo del credito cooperativo, Ccb, aveva invece già segnalato la richiesta di Pillar2 pari al 2,25 per cento. Già note, poi, le richieste per il P2r fatte alle altre banche significative italiane che superano tutte l’asticella dei requisiti patrimoniali fissati per il 2020: Bpm (2,25%); Ubi (2,25%); Bper 2%; UniCredit (1,75%); Mediobanca (1,25%) e Credem con l’1 per cento. La richiesta alla banca emiliana è tra le più basse che si registrano tra tutte le banche vigilate dall’Ssm: solo altre due hanno avuto una richiesta così bassa, un istituto lussemburghese e la tedesca Haspa che è attiva nel credito navale.

 

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