Borsa. Braccio di ferro Usa-Cina frena l’Europa. Fca -4% a Milano dopo causa GM

PALAZZO MEZZANOTTEMilano, 21 novembre – Avvio di seduta in calo per le Borse europee (Parigi -0,66%, Francoforte -0,58%, Madrid -0,71% e Londra -0,6%). Il pomo della discordia è ancora il braccio di ferro Usa-Cina sui dazi: il timore è che la “fase uno” di un possibile accordo tra Washington e Pechino slitti al 2020. Sullo sfondo l’ombra delle proteste di Hong Kong, dopo che ieri il Congresso americano ha approvato un documento a favore dei manifestanti per la democrazia. Piazza Affari cede lo 0,71% all’indomani dell’ok con riserva della Commissione europea alla manovra del Governo italiano, fermo restando il faro sul debito. Stabile lo spread, che in apertura si attesta a 164 punti, invariato rispetto alla chiusura di ieri. Sul Ftse Mib i riflettori sono puntati su Fca (-4%), dopo che l’americana Gm ha fatto causa per corruzione nei rapporti con il sindacato americano United Auto Workers. In una nota Fca confermato che “si difenderà con tutte le forze”, nella convinzione che le accuse di Gm (-3% ieri a Wall Street) “non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società”, ovvero dalla fusione con Psa. Attenzione su Exor (-1,76%), nel giorno dell’investor day, e su Snam (+0,37%) dopo il piano al 2023: tra le altre cose il Cda ha alzato le guidance sull’utile 2019 e ha previsto una cedola di 0,2376 euro per azione. Riprende inoltre il piano di buyback, con una nuova tranche da 150 milioni. In cima al listino principale Telecom (+0,53%), deboli le banche e gli industriali, in coda anche Cnh Industrial (-1,86%) e St (-1,6%), penalizzata dal tema dazi. Sul mercato valutario, l’euro è in rialzo e vale 1,1075 dollari (1,1059 ieri), mentre contro yen vale 120,228 (119,96 ieri). Il dollaro/yen è a 108,55 (108,66 ieri). Dopo i rialzi di ieri, petrolio in lieve calo, ma l’andamento dei future a quest’ora è ancora poco rilevante: il contratto a gennaio sul Wti scende dello 0,14% a 56,93 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza vale 62,28 dollari (-0,19%).

 

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