Salvini su Moscovici: ‘Mes salverebbe banche? Sì, quelle francesi e tedesche’. Ma Tria lo ha già smentito

L'ex ministro delle Finanze, Giovanni Tria e il Commissario per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici

L’ex ministro delle Finanze, Giovanni Tria e il Commissario per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici

“Moscovici dice che il MES salverebbe le banche? Sì, quelle francesi e tedesche…Il MES metterebbe infatti in crisi le nostre banche e farebbe pagare a noi la crisi delle banche tedesche e francesi. Non per niente il presidente dell’ABI e il governatore di Bankitalia sono preoccupati, hanno capito che col MES rischiamo un bis del disastro del Bail In, anzi cento volte peggio. Questo attacco alla democrazia e al risparmio italiani non deve passare e, come sempre ha fatto, la Lega si opporrà, in ogni sede ed in ogni maniera. Conte e il governo di sinistra da che parte stanno?”. Così il leader della Lega Matteo Salvini torna sulla questione del Mes. In realtà nelle ultime ore sono arrivate rassicurazioni da più parti, che hanno indicato che la riforma del Mes non implicherebbe alcuna ristrutturazione preventiva del debito pubblico. Tra le rassicurazioni, quella del commissario agli Affari economici uscente Pierre Moscovici, che ha ricordato che “a giugno (dunque quando ministro dell’economia, sotto il governo M5S-Lega, era Giovanni Tria – ci fu un accordo per consolidare l’unione bancaria con il cosiddetto backstop, la rete di sicurezza del fondo di risoluzione delle banche. Serve se un Paese non riesce a far fronte da solo a una crisi dei suoi istituti, e fa parte del Mes. È il pacchetto da adottare al vertice dei leader dell’area euro in dicembre. Poi partono le ratifiche nazionali. Noi alla Commissione abbiamo proposto anche di integrare il Mes nelle istituzioni comunitarie”. Non per niente, in un’intervista al Messaggero, lo stesso ex titolare del Tesoro Tria ha rivelato come sono andate le cose: “Siamo rimasti riuniti fino all’alba, ho dovuto sostenere una battaglia durissima con gli olandesi” ma “non è stato firmato nulla, né da me la notte dell’Eurogruppo e nemmeno dal premier Conte. Semplicemente sono state esaminate delle bozze e sono stati raggiunti dei primi accordi”. Gli olandesi “volevano inserire nel nuovo meccanismo salva-Stati delle regole fisse di calcolo per determinare se il debito di un Paese è sostenibile oppure no. Sarebbe stato un passaggio inutilmente pericoloso” perché “il giorno dopo tutti gli analisti si sarebbero messi a fare i conti con quei parametri su quali erano i Paesi con debiti a rischio”. “Si sarebbe introdotto un sistema per salvare gli Stati che però sarebbe stato esso stesso una delle possibili cause delle crisi”. Ma Tria ha detto che “i parametri fissi sono stati eliminati. Dunque dalle bozze è scomparso qualsiasi automatismo tra la valutazione del debito pubblico e la sua ristrutturazione”. E in un’altra intervista a La Stampa, Tria ha sottolineato che “non c’è stata nessuna firma, tantomeno segreta. E’ una polemica a dir poco pretestuosa. Il testo è disponibile sul sito della Commissione europea”.

 

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