Bce. Crescita dell’Eurozona più moderata nel secondo e terzo trimestre 2019. La Banca centrale pronta a reagire a eventuali circostanze avverse

La scultura della Moneta unica di fronte al palazzo della Bce a Francoforte sul Meno

La scultura della Moneta unica di fronte al palazzo della Bce a Francoforte sul Meno

Milano, 20 giugno – “I nuovi dati sull’andamento economico e le informazioni provenienti dalle indagini segnalano una crescita lievemente più moderata nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno’ nell’Eurozona”. Lo rileva la Bce nel consueto bollettino mensile. Il rallentamento, scrive la banca centrale, “riflette la perdurante debolezza del commercio internazionale in un contesto ancora influenzato dal prolungarsi delle incertezze su scala mondiale, che gravano, in particolare, sul settore manifatturiero dell’area dell’euro”. “Allo stesso tempo – prosegue la Bce – i settori dei servizi e delle costruzioni dell’area evidenziano una buona capacità di tenuta e il mercato del lavoro continua a migliorare”. In prospettiva, quindi “l’espansione dell’area dell’euro seguiterà a essere sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli, dall’orientamento moderatamente espansivo delle politiche di bilancio, da ulteriori incrementi dell’occupazione e da un aumento delle retribuzioni, nonchè dal perdurare della crescita dell’attività mondiale, seppure a un ritmo lievemente inferiore”.

Le misure di politica monetaria della Bce “continuano a sostenere tassi sui prestiti favorevoli, promuovendo la crescita economica nell’area. I consumi privati sono sostenuti dalle condizioni favorevoli del mercato del lavoro, dai perduranti incrementi dell’occupazione e dalla fiducia delle famiglie. Gli investimenti nell’edilizia residenziale rimangono solidi e gli investimenti delle imprese beneficiano delle condizioni di finanziamento favorevoli e della solidità della domanda interna’. La Bce segnala tuttavia che ‘gli andamenti sfavorevoli a livello mondiale, tuttavia, continuano a pesare sulle prospettive di crescita a breve termine dell’area dell’euro, alla luce del recente intensificarsi della minaccia di maggiore protezionismo e di fattori di carattere geopolitico’.

Il consiglio direttivo della Bce “si dichiara pronto a reagire, in futuro, a eventuali circostanze avverse e ad adeguare tutti i suoi strumenti, nella maniera che riterrà opportuna, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito dal Consiglio direttivo’. La Bce ricorda inoltre che, nel corso dell’ultima riunione, “il consiglio direttivo ha valutato che, allo stato attuale, il contributo positivo dato dai tassi di interesse negativi all’orientamento di politica monetaria accomodante e alla convergenza durevole dell’inflazione non è compromesso da possibili effetti collaterali sull’intermediazione di tipo bancario”. In ogni caso, conclude la Bce, “il consiglio direttivo continuerà a monitorare attentamente il canale bancario di trasmissione della politica monetaria e a valutare la necessità di eventuali misure correttive”.

 

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