Borsa. Casi Covid in Usa e Fed frenano i listini, Milano giù (-0,6%) con le banche

Piazza Affari a Milano

Piazza Affari a Milano

Milano, 26 giugno – L’ottimismo di Christine Lagarde, convinta che il peggio ‘potrebbe essere alle spalle’, non è bastato alle Borse Europee per chiudere in bellezza l’ultima seduta della settimana. In preda alla volatilità per buona parte delle contrattazioni, i listini sono peggiorati sul finale terminando quasi tutti in rosso. A pesare sull’umore dei mercati soprattutto le notizie che arrivano dall’altra sponda dell’Atlantico, con il forte calo di Wall Street causato non solo del record dei casi Covid ma degli stress test della Fed che ha imposto alle grandi banche Usa il blocco dei piani di buyback e il divieto di aumentare i dividendi nel terzo trimestre. Gli investitori restano così incerti tra i segnali contraddittori provenienti dall’economia reale e i rischi, ormai conclamati, di una seconda ondata di Covid. Dopo aver toccato il picco del +1,4%, Piazza Affari ha perso un po’ alla volta terreno fino a chiudere con una perdita dello 0,57%, zavorrata dai bancari, in testa Mediobanca (-4%) e Banco Bpm (-3,8%). Dopo l’ok Consob all’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi, anche Ca’ de Sass ha chiuso in territorio negativo dell’1,5% mentre la banca guidata da Victor Massiah ha limitato le perdite allo 0,9%. In coda al listino Saipem (-4,6%) in scia alla debolezza del petrolio e Tim (-3,8%) nel giorno in cui è emerso che sono stati carpiti oltre un milione di dati sensibili dei clienti (e il gip di Roma ha emesso venti misure cautelari, nei confronti anche di dipendenti del gruppo, a seguito della denuncia della stessa Tim). Sul Ftse Mib si è messa in luce Atlantia (+1,8%) con gli investitori che puntano su un accordo col governo Conte per le concessioni nonostante la ‘fumata nera’ nell’ultimo vertice di maggioranza. Sul mercato dei cambi, l’euro-dollaro è piatto a 1,123 mentre la moneta unica vale 120,173 yen (da 120,2). Il rapporto dollaro/yen è a 107,291 (da 107,19). Petrolio debole con il Wti consegna ad agosto scambiato a 38 dollari (-1,8%) e il Brent a 40,5 dollari al barile (-1,1 per cento).

 

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