Fed. Nessun taglio dei tassi nel 2019, ma apre la strada nel 2020. Confermate le stime 2019 per il Pil (+1,9%) e l’inflazione (1,5%) degli Stati Uniti

La Federal Reserve

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Milano, 19 giugno – La Federal Reserve, che ha lasciato invariato il costo del denaro a range tra 2,25% e 2,50%, ha confermato le previsioni sull’andamento dei tassi nel 2019, cioè senza tagli previsti, mentre ha abbassato quelle sui prossimi due anni. Come mostrano le tabelle allegate al documento finale del Fomc, pubblicato al termine della due giorni di riunioni iniziata ieri, la Fed prevede che i tassi si attesteranno a un valore mediano del 2,4% a fine 2019, come anticipato a marzo, per poi scendere al 2,1% a fine 2020 (2,6% la stima di giugno) e risalire 2,4% alla fine del 2021 (2,6% la stima precedente). Come si legge nelle tabelle, la ‘central tendency’, che esclude le tre proiezioni più alte e le tre più basse, è per tassi tra l’1,9% e il 2,4% nel 2019 e tra il 1,9% e il 2,4% nel 2019 e tra l’1,9% e il 2,6% nel 2020. La Federal Reserve ha confermato le stime sulla crescita dell’economia Usa per l’anno in corso. In particolare, la Banca Centrale americana si aspetta, così come a marzo, una crescita del prodotto interno lordo al 2,1%. Quest’anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 3,6% mentre a marzo aveva parlato del 3,7%. L’inflazione si dovrebbe attestare all’1,5% (1,8% la stima di marzo) mentre il dato ‘core’ è stimato all’1,8% dal 2%. Le stime sono state diffuse dalla Banca Centrale americana al termine della riunione di giugno del Fomc, il braccio di politica monetaria, durante la quale i tassi di interesse sono rimasti invariati, come previsto, in un range tra il 2,25% e il 2,5%. Per il 2020, la Fed ha ritoccato al rialzo le stime di crescita del Pil Usa prevedendo ora +2% dal +1,9% di marzo. Per l’anno prossimo la disoccupazione è stimata a un tasso del 3,7% (3,8% la stima precedente) e inflazione all’1,9% (dal 2%) con un dato “core” anch’esso all’1,9% (dal 2%).

 

 

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