Borsa. Draghi non sveglia i mercati. A Milano (+0,1%) soffrono le banche

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

Milano, 6 giugno – Giornata in affanno per le Borse europee che escono dalla seduta fiaccate dalla Bce, che prevede tempi grigi per l’economia dell’eurozona. I segnali contrastanti arrivati dal governatore Draghi, meno ‘colomba’ delle attese per alcuni analisti, si traducono in tassi invariati almeno fino a metà 2020 (sei mesi in più rispetto al previsto) ma con le future aste Tltro previste a condizioni leggermente meno appetibili rispetto al passato. Senza contare il monito all’Italia su una riduzione ‘credibile’ del debito. Tutto questo ha avuto una pesante ricaduta sui titoli bancari, toccati dalle vendite in tutto il Vecchio Continente, Italia in testa, dove lo spread risale in area 272. Il Ftse Mib, più volte in altalena, ha chiuso alla fine poco sopra la parità (+0,11%). Le banche, dopo una fiammata iniziale post-Bce, hanno invertito la rotta e ceduto terreno, da Banco Bpm (-1,9%) a UniCredit (-1,1%) fino a Intesa e Ubi. Ma gli occhi del mercato sono rimasti puntati per tutta la seduta anche su Fca che ha limitato i danni (+0,1%) dopo il fallito tentativo di matrimonio con i cugini francesi della Renault (che invece a Parigi sprofonda del 7%). Male Azimut (-3,1%) che per Ubs è da vendere dopo il rally +60% da inizio anno. Sul fronte valutario, dopo un balzo dell’euro salito fino a 1,13091 sul dollaro, ora la moneta unica scambia a 1,1294 (contro 1,125 alla vigilia). L’euro vale anche 122,173 (121,67) mentre il rapporto dollaro/yen è a 108,189 (108,3). In flessione il petrolio: il Brent con contratto di consegna ad agosto vale 60,5 dollari (-0,18%) e il Wti su luglio 51,5 dollari (-0,3%).

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