Borsa. Le semestrali affossano Piazza Affari (-1,9%). Male Ferrari

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

Milano, 1 agosto – Seduta in rosso per le Borse europee, con Piazza Affari fanalino di coda (il Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,91%), con le nuove ipotesi sull’amministrazione Trump che starebbe valutando se imporre dazi del 25%, anziché del 10%, su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Le vendite hanno pesato sui principali listini, che hanno comunque recuperato dai minimi di giornata grazie al segno positivo di Wall Street, con Apple in rally dopo aver annunciato il suo migliore terzo trimestre di sempre: il titolo ha raggiunto per la prima volta i 200 dollari. C’è anche attesa per la riunione della Fed di stasera, rispetto alla quale gli operatori – sottolineano gli analisti di Mps Capital Services – hanno aspettative modeste, ma qualsiasi riferimento ai rischi sulla crescita potrebbe essere interpretato come un segnale di un possibile approccio morbido nella prossima riunione di fine settembre. A Piazza Affari hanno tenuto banco le semestrali. A fine giornata ha preso improvvisamente la via del ribasso Ferrari (-8,35%): il gruppo ha presentato i conti del trimestre che erano sostanzialmente in linea con le attese, ma il nuovo ceo Louis Camilleri ha definito “ambiziosi” i target (confermati) al 2022 e questo ha fatto scattare le vendite a Milano e a New York dove il titolo perde circa l’11%. Intesa Sanpaolo (-4,59%) ed Enel (-3,88%) che hanno zavorrato il listino dopo i conti, mentre tra i titoli positivi dopo i numeri del trimestre di ieri ci sono Banca Mediolanum (+3,91%), Leonardo (+1,41%), Campari (+1,94%) e Finecobank (+1,44%). Dopo il rally di stamattina per la nomina della nuova ad, chiude in calo Salvatore Ferragamo (-1,34%) che ieri ha presentato una semestrale in calo giudicata deludente dagli analisti. Deboli anche Mediobanca (-1,24%) e Generali (-0,99%) che hanno presentato oggi i conti. Sul fronte dei cambi, in attesa della Fed e con i dati della zona euro che continuano a indicare un rallentamento della crescita, la divisa unica europea resta appesantita dal dollaro sotto quota 1,17 ed è indicato a 1,167 (vicino alla chiusura di ieri a 1,1697), mentre il rapporto con lo yen è fissato a 130,72 (130,96). Il dollaro incrocia lo yen a 111,98 (110,74). Ancora in calo il greggio, dopo l’aumento delle scorte Usa e con i timori per la guerra commerciale: a New York un barile di Wti con contratto di consegna a settembre viene scambiato a 68,03 dollari, in ribasso dell’1,05%, mentre il Brent è in calo a 73,02 dollari (-1,58%).

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