Borsa. Pil e semestrali schiantano i listini dell’Europa. Pesante Milano (-3,3%)

Piazza Affari

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Milano, 30 luglio – Giornata di passione per le Borse europee, che hanno dovuto fare i conti con i danni della pandemia sia sulle economie sia sui conti delle aziende. In mattinata è stato annunciato che il Pil tedesco del secondo trimestre è calato molto più di quanto avessero messo in conto gli esperti, dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Peggio ancora è andato il Pil Usa, precipitato del 32,9%, come non è mai avvenuto dall’inizio della serie storica nel 1947. In più Oltreoceano le richieste alla disoccupazione continuano a salire, rimanendo sopra il milione di unità Il virus si è fatto sentire anche sui conti delle aziende: da Volkswagen, a Renault fino a Looyds hanno chiuso il primo semestre 2020 in rosso. Preoccupa inoltre la diffusione del Covid-19, con nuovi focolai segnalati in varie parti del mondo. Così sul finale Milano ha perso il 3,28%, mentre lo spread è stabile a 150 punti. E’ andata peggio Francoforte, giù del 3,45%. A Piazza Affari sono andati male tutti i titoli del paniere principale. Eni ha accusato un tonfo del 7%, nel giorno della pubblicazione della semestrale archiviata con una perdita di 7,34 miliardi. La società ha rivisto il piano di costi e investimenti e ha annunciato anche una modifica del piano di remunerazione degli azionisti. Sono andate male anche le Generali (-5,1%), nel giorno in cui i vertici della società hanno annunciato di avere registrato nei primi sei mesi dell’anno un calo dell’utile netto del 56,5%, a 774 milioni ha provato a resistere Nexi (-0,3%), forte dell’indicazione di previsione di crescita organica dell’ebitda per fine anno. Sul mercato dei cambi, l’euro ha continuato a rafforzarsi sul biglietto verde, beneficiando anche delle indicazioni di Jerome Powell, il numero uno della Fed, che ha garantito una politica monetaria accomodante fino a quando l’economia sarà in crisi. La moneta unica, dopo aver toccato la soglia di 1,18 dollari, si attesta a 1,1783 (ieri a 1,1770). Vale inoltre 123,81 yen (da 123,647), mentre il biglietto verde vale 105,08 (105,05). Il petrolio è in calo: il wti, contratto con consegna a settembre, si attesta a 39,85 dollari, in ribasso del 3,4%.

 

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