Savona (Consob). Bond “di guerra” per ripartire e garanzia dello Stato sul capitale di rischio. L’Italia non è un problema finanziario per l’Europa. Accelerare il completamento dell’UE

Paolo Savona, presidente della Consob

Paolo Savona, presidente della Consob

Roma, 16 giugno – Bond pubblici irredimibili, strumento tipico delle fasi belliche, e garanzia statale sul capitale di rischio investito in particolare a favore delle Pmi. Il presidente della Consob Paolo Savona nel suo discorso annuale al mercato – quest’anno solo virtuale a causa della pandemia – sollecita la politica economica a cambiare approccio per favorire la ripartenza: “Se gli interventi decisi per fronteggiare la crisi produttiva si concentreranno in prevalenza sulla concessione di garanzie e di incentivi all’indebitamento delle imprese, si avrà un peggioramento della loro leva finanziaria, che renderà ancora più difficile e più lenta la ripresa dell’attività produttiva”. Meglio quindi puntare su altro e i bond irredimibili, con un tasso d’interesse esonerato fiscalmente, potrebbero essere il modo di chiedere ai cittadini risparmiatori “di partecipare nel loro interesse a impedire che costi e vincoli possano essere imposti al Paese se non si raggiungessero i rapporti di debito pubblico/Pil nella misura concordata a livello europeo”.

Secondo Savona si tratta di due azioni da condurre nell’immediato in quanto “la solidità e resilienza del risparmio italiano è condizione necessaria, ma non sufficiente, affinché affluiscano risorse verso il capitale produttivo, che resta la migliore condizione per un’efficace tutela”. Per questo la politica economica deve prendere “in considerazione tra i suoi obiettivi la leva finanziaria, nella sua duplice configurazione, per le imprese, del rapporto tra capitale di rischio e indebitamento e, per il settore pubblico, delle forme di indebitamento per coprire lo squilibrio tra entrate e spese correnti”. Le Pmi, soprattutto esportatrici, potrebbero essere oggetto di un esperimento di stimolo del capitale di rischio con funzioni alternative all’indebitamento afferma Savona secondo il quale questa iniziativa “sarebbe meglio finalizzata se si accompagnasse a un progetto di sostegno della loro attività di ricerca e sviluppo, per incorporare le innovazioni tecnologiche nei processi e nei prodotti”. Se gli interventi decisi per fronteggiare la crisi produttiva si concentreranno in prevalenza sulla concessione di garanzie e di incentivi all’indebitamento delle imprese, si avrà un peggioramento della loro leva finanziaria, che renderà ancora più difficile e più lenta la ripresa dell’attività produttiva”. La proposta di Savona, invece, è quella di “di far beneficiare il capitale di rischio della garanzia statale, entro limiti e condizioni predeterminati, ma attuata in tempi brevi e in forme chiare e semplici”. In questo modo si eviterebbe un ritorno non meditato dello Stato nelle imprese e consentirebbe ai piccoli risparmiatori di godere di garanzie capaci di azzerare il rischio delle proprie scelte per un periodo predeterminato”.

“Lo Stato spenderebbe certamente meno di quanto non faccia erogando sussidi a fondo perduto, compresi quelli destinati a imprese che non hanno possibilita’ di sopravvivenza; responsabilizzerebbe inoltre gli imprenditori a ben usare il risparmio ottenuto, limitando l’azzardo morale. Questa soluzione consentirebbe anche di ancorare nuovamente la finanza all’attivita’ reale, in linea con l’obiettivo da perseguire con la nuova architettura istituzionale”

Riguardo ai bond pubblici irredimibili, Savona afferma che “le manifestazioni di solidarieta’ sociale che si sono susseguite nei due mesi di lockdown sollecitano una verifica pratica delle espressioni di valori sociali encomiabili, chiedendo ai cittadini risparmiatori di partecipare nel loro interesse”. in quanto se non sottoscrivessero tali titoli “concorrerebbero a determinare decisioni che, ignorando gli effetti di lungo periodo di un maggiore indebitamento pubblico, creerebbero le condizioni per una maggiore imposizione fiscale. Emettere titoli irredimibili sarebbe quindi una scelta dai contenuti democratici piu’ significativi perche’, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle gia’ in formazione e quelle che verranno”.

La percezione dell’Italia in Europa è sbagliata. L’Italia “non rappresenta un problema finanziario per il resto dell’Europa e del mondo, ma una risorsa di risparmio a cui l’estero attinge in diverse forme per la sua crescita” ha detto in un altro passaggio dell’intervento annuale all’incontro con il mercato quest’anno solo virtuale per la pandemia. Savona ribadisce il giudizio già dato lo scorso anno al suo esordio da presidente Consob. A giudizio di Savona questo contributo dell’Italia deve essere riconosciuto “evitando di concentrare le valutazioni sull’indebitamento pubblico, trascurando parametri che ignorano la solidità e la stabilità del risparmio interno e alimentano pregiudizi piuttosto che indurre fondate valutazioni. Questa considerazione sposta l’attenzione e l’impegno sul ruolo della politica interna ed europea nel determinare la fiducia. All’Italia non mancano solide fondamenta reali, ma scarseggia la loro giusta considerazione”. Nella prima parte del 2020, nonostante la gravità della pandemia Covid-19 e i timori degli effetti sull’economia, aggiunge Savona, il risparmio ha reagito positivamente, ricomponendo gli investimenti a favore della moneta in linea con le ben note reazioni degli investitori alle incertezze.

Savona infine auspica un rapido completamento dell’UE. ”Le istituzioni incomplete o inadeguate, comprese quelle sovranazionali, non di rado frutto di compromessi, comportano una serie di conseguenze negative che le continue soluzioni tampone non risolvono, accumulando tensioni sociali ed economiche. Questa conclusione va considerata una viva sollecitazione a impegnarsi per il pieno completamento dell’Unione Europea, non contro la sua esistenza.”

 

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