Borsa. Piazza Affari festeggia la fine del lockdown e scommette sulla Bce: Ftse Mib +3,5%

Piazza Affari

Piazza Affari

Milano, 3 giugno – Le speranze di una ripresa dell’economia mondiale più rapida del previsto e la ritrovata libertà di movimento tra le regioni italiane, grazie alla fine ufficiale del lockdown, hanno galvanizzato Piazza Affari che chiude con un rialzo del 3,5% confermandosi, assieme al resto dei listini europei, ai massimi di inizio marzo. Ma a “dopare” l’andamento dei mercati ci sono soprattutto le attese per il vertice Bce di domani, da cui si attende un rafforzamento da almeno 500 miliardi del programma di acquisto di asset (un piano di stimolo che, per gli analisti, sembra già dato per scontato dai mercati). A spingere gli acquisti anche diversi indicatori macro che suggeriscono come il peggio dell’impatto della pandemia Covid-19 possa essere alle spalle, dall’occupazione migliore del previsto nel settore privato Usa all’indice Pmi servizi che a maggio in Europa resta in contrazione ma risale in tutti i Paesi rispetto al mese precedente. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, gli acquisti hanno premiano St (+8,3%) grazie alle indicazioni incoraggianti arrivate da Microchip Technology. Bene Leonardo (+8,5%) e Ferragamo (+5,7%). Tra i finanziari, la “scalata” di Leonardo del Vecchio continua a sostenere Mediobanca (+5,4%) dopo che fonti vicine all’imprenditore hanno riferito come il patron di Essilux non intenda spingere Generali (+5%) verso una fusione con Axa o Zurich. Tra i pochi titoli in rosso Telecom (-1%) sulle voci di uno sbarco della francese Iliad – tramite Open Fiber – nel mercato della telefonia fissa in Italia. Sul mercato dei cambi, l’euro è tornato sopra quota 1,12 dollari e si attesta a 1,123 (da 1,118 ieri in chiusura) e a 122,27 yen (121,41), mentre il rapporto dollaro/yen è a 108,87 (108,55). Dopo i rialzi della mattina chiude in flessione il petrolio sotto pressione per i dubbi sulla tenuta del patto sui tagli alla produzione, alla vigilia dell’atteso vertice Opec+, e per il ribasso a sorpresa delle scorte Usa: il future luglio sul Wti cede lo 0,2% a 36,7 dollari al barile, mentre la consegna agosto sul Brent, salita in precedenza sopra quota 40 dollari per la prima volta da inizi marzo, si attesta a 39,4 dollari (-0,2 per cento).

 

Questa voce è stata pubblicata in Finanza e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


+ uno = sei

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>