Fondi. A marzo pesa l’effetto Coronavirus. La raccolta netta precipita (-8,7 miliardi). Fuga da bond (-8,6 miliardi) ed azioni (- 4 miliardi). Exploit dei monetari (+6,2 miliardi)

fondi-comuniMilano, 24 aprile – L’effetto coronavirus pesa sui dati di marzo dell’industria del risparmio gestito. Come emerge dalla mappa di Assogestioni, il mese si chiude con una raccolta netta negativa per 8,7 miliardi di euro, dopo -406 milioni di febbraio, portando a -13,7 miliardi il saldo da inizio anno. Le masse gestite sono diminuite del 6,5% a 2.143 miliardi dai 2.292 miliardi di febbraio. L’emergenza sanitaria, il lockdown con le sue ricadute economiche e sociali, le violente turbolenze sui mercati finanziari, tra crolli storici degli indici di Borsa e rimbalzi, hanno scandito le giornate del mese che per primo ha subito l’effetto della pandemia. L’impatto sull’umore e le scelte degli investitori si è visto principalmente sulle gestioni collettive, che chiudono marzo con un vistoso rosso nei flussi di raccolta (-10,5 miliardi), mentre le gestioni di portafoglio, grazie agli istituzionali (Poste in primis), si sono mantenute in territorio positivo (+1,8 mld), attenuando il bilancio complessivo del mese. Tra le gestioni collettive (reduci dal -1 miliardo di febbraio, con un totale di -13,7 miliardi nei primi tre mesi dell’anno), ad essere bersagliati dai riscatti sono i fondi aperti, che segnano a marzo -10,8 miliardi (dopo -1,5 mld a febbraio, a -14,6 mld da gennaio), mentre i fondi chiusi hanno conservato il segno positivo, con +282 milioni, dopo +458 milioni (e +910 mln sul trimestre). Le gestioni di portafoglio, sulla scia dei +658 milioni di febbraio (ma -30 milioni da gennaio), sono spinte saldamente in territorio positivo dai mandati istituzionali, che chiudono il mese a +2,6 miliardi, dopo +9 milioni a febbraio (-205 mln da gennaio), mentre sui retail prevalgono i deflussi (-742 mln dopo +650 mln, a +175 mln da inizio anno). Tra i fondi aperti, i risparmiatori hanno ‘scaricato’ energicamente soprattutto gli obbligazionari, che saldano marzo a -8,6 miliardi, dopo +1,5 miliardi a febbraio. Pesanti anche i deflussi dagli azionari (-4,1 miliardi dopo -2,4 mld) e dai flessibili (-3,2 mld dopo -2,2 mld). Piu’ contenute le uscite dai bilanciati (-1 mld dopo +695 mln), l’unica tipologia di fondi a chiudere in positivo i primi tre mesi dell’anno (+290 milioni). Per gli obbligazionari il saldo trimestrale è di -7,1 miliardi, per i flessibili di -7,5 miliardi e per gli azionari di -6,7 miliardi. Marzo ha visto, d’altro canto, un exploit dei fondi monetari che – nel contesto di emergenza e incertezza globali – hanno accolto i risparmiatori in fuga dal rischio e desiderosi di posizionarsi sul breve: il saldo del mese è di +6,2 miliardi, dopo +1 miliardi a febbraio, a un totale di +6,5 miliardi dall’inizio dell’anno. Sotto il profilo della denominazione, i fondi di diritto italiano hanno registrato una raccolta netta di -1,5 miliardi, dopo -361 milioni a febbraio, mentre i fondi di diritto estero segnano -9,3 miliardi, dopo -1,2 miliardi.

 

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