Borsa. Piazza Affari, nonostante la fiammata del prezzo del petrolio, cade nel finale (-2,7%)

Piazza Affari

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Milano, 3 aprile – La nuova fiammata del prezzo del petrolio non è bastata a sostenere i listini azionari europei, che hanno chiuso in rosso l’ultima seduta della settimana continuando a risentire dell’impatto della pandemia di coronavirus sull’economia globale. I dati sul mercato del lavoro Usa di marzo hanno evidenziato ancora una volta ancora l’effetto delle chiusure imposte dalle autorità per limitare la diffusione del virus, ponendo ufficialmente termine al più lungo periodo di crescita dell’occupazione statunitense. A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,67%, performance che porta anche il bilancio settimanale a -2,7%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione hanno perso terreno Ferrari (-6,61%), dopo l’annuncio dello stop temporaneo anticipato del programma di buyback, Eni (-5,21%) e Prysmian (-4,19%). Brusco scivolone in asta di chiusura anche per Intesa Sanpaolo, che ha terminato le contrattazioni a -7,55%. Hanno invece guadagnato terreno in controtendenza Leonardo (+3,85%) e Finecobank (+4,68%), quest’ultima anche grazie alle indicazioni sull’incremento dei volumi di trading online in seguito alla quarantena. Bene anche Atlantia (+3,86%): il mercato scommette su una schiarita nelle discussioni con il governo che porti allo sblocco del riassetto nell’azionariato di Autostrade. Sul mercato dei cambi, l’euro ha perso terreno a 1,0796 da 1,0851 ieri in chiusura. La moneta unica ha invece guadagnato marginalmente quota sullo yen a 117,14 (116,98), mentre il rapporto dollaro/yen è a 108,54 (107,81). Nuovo rally, come detto, del prezzo del petrolio in attesa della riunione in videoconferenza di lunedì tra i Paesi produttori. Il future maggio sul Wti sale dello 6,04% a 26,85 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent balza dell’11,06% a 33,25 dollari.

 

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