AXA IM. Coronavirus. La politica economica globale è ad un bivio. Commento di Alessandro Tentori

FOTO CRESCITACome in tutte le crisi della storia, ci sono diverse fasi. All’inizio si tende a minimizzare, per poi lentamente prendere coscienza del problema. Prima della fase risolutiva, però subentra una fase di reazione, che a volte può anche essere molto intensa. Immagino che in Italia al momento ci troviamo in quest’ultima fase. Detto ciò vorrei fare una riflessione sul periodo post-Coronavirus. Perché? Perché la maggior parte dei report che leggo sono concentrati sull’analisi della situazione attuale, tralasciando quella che potrebbe essere la road-map per il paese in una fase di recupero. Definire una traiettoria di politica economica chiara è di importanza primaria per coloro che devono effettuare scelte di investimento, sia di carattere reale che finanziario. Le misure che vengono proposte dal governo – lasciando da parte la volatilità giornaliera dei numeri riportati – sono per ora solo atte a garantire la liquidità delle imprese. La sopravvivenza. E questa è una necessità. Ma guardiamo anche oltre: La ripresa è anche fatta di nuovi investimenti, di crescita, di ribilanciamento del tessuto produttivo. Di questo tema abbiamo parlato spesso in passato, cioè del fatto che la struttura industriale Italiana non sia cambiata molto negli ultimi 30 anni. Semmai abbiamo invece assistito a una polarizzazione delle PMI. A fronte di un mondo globalizzato (e della conseguente violenta guerra sui salari, tema di cui si parla troppo poco) e senza una politica monetaria indipendente, l’Italia ha perso terreno in termini di competitività.

La ricetta non è né semplice né a basso costo: serve un nuovo assetto industriale e finanziario-bancario, più in generale un nuovo assetto economico. Purtroppo, come nel Regno Unito a cavallo degli anni 70 e 80, non si possono più accontentare tutti i gruppi di interesse. E scordiamoci le banche centrali con le loro mezze misure monetarie e di breve termine, se c’è una proposizione accettata da tutti gli economisti, è quella della neutralità del denaro. L’ingerenza della politica monetaria nella sfera reale è sia destabilizzante per il sistema finanziario che molto costosa per le famiglie. Ce ne stiamo accorgendo (lentamente), dopo che per decenni abbiamo osannato i banchieri centrali come fossero le superstar del momento.

Io penso che la ripresa dopo questo fortissimo shock da domanda necessiti di scelte dolorose. La politica economica globale è finalmente a un bivio. E non solo in Italia, ma molto probabilmente in tutte le economie avanzate. La ripresa ci sarà. Questa è la buona notizia.

Alessandro Tentori, CIO AXA IM Italia

 

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