Ostrum AM. Le quattro variabili della recessione e l’incognita della Bce. Commento di Philippe Waechter

Il logodella Bce davanti al palazzo che la ospita a Francoforte sul Meno

Il logodella Bce davanti al palazzo che la ospita a Francoforte sul Meno

Ci sono quattro punti da considerare. Il primo è il blocco delle catene di produzione dalla Cina. Le aziende, in tutto il mondo, non ricevono più le consegne con la rapidità e la completezza necessarie. Non possono più produrre agli stessi livelli e il settore manifatturiero ne risulta indebolito. Il secondo è che in questo contesto di incertezza (la durata, il contagio e l’estensione dell’epidemia non sono noti), tutti adottano maggiori cautele. Le imprese aspettano a investire e ad assumere e le famiglie temporeggiano per il cambio della lavatrice o dell’auto. La domanda si sta sgretolando. Il terzo aspetto è l’interruzione dei viaggi, che è stato al centro della globalizzazione. All’improvviso, tutti rimangono confinati a casa loro. Le richieste di trasporti, alberghi e ristoranti si stanno inesorabilmente ritirando, penalizzando l’attività turistica e gli spostamenti per motivi di lavoro. Il quarto punto è che per evitare il contagio interno, i governi decidono di sospendere le manifestazioni che riuniscono più di 1000 persone, siano esse sportive o di spettacolo. Un intero settore dell’economia è penalizzato.

La questione principale riguarda ora la Bce. La riunione di questa settimana (12 marzo) sarà importante. La situazione è diversa da quella degli Stati Uniti. Non c’è un calo profondo del tasso, anche se il tasso tedesco è ormai vicino al livello più basso dell’estate scorsa, pari a -0,7%. Il tasso nominale (tasso ponderato calcolato tenendo conto di tutti i paesi dell’area dell’euro) è pari a -0,13%. Un livello che è stato osservato la scorsa estate e che rientra nell’intervallo dei tassi della Bce (con il tasso REFI a 0% e quello sui depositi a -0,5%). Non è necessario modificare questa forbice. Non mi aspetto quindi una variazione dei tassi della Bce.

Quello che può essere modificato è il livello delle obbligazioni societarie acquistate dalla Bce. Infatti, il compito principale di una Banca centrale non è quello di stimolare l’attività economica. La produzione è limitata e non sarà in grado di soddisfare la domanda supplementare. In questo periodo di aggiustamento profondo, la Banca centrale deve limitare il rischio di fallimento. La settimana scorsa la Banca del Giappone ha preso provvedimenti in questo senso. La Bce può fare lo stesso aumentando gli acquisti di obbligazioni societarie. Potrebbe anche adeguare o aggiungere nuove voci al TLTRO per aggiungere liquidità, se necessario.

La riunione della Bce si svolgerà in un contesto in cui il dollaro statunitense è debole e l’euro è forte. Ciò riflette la diffidenza nei confronti della situazione statunitense caratterizzata da un calo dei tassi di interesse a lungo termine. Questo apre una questione importante per le prossime settimane. Se c’è una recessione globale, allora l’indebitamento globale sarà un fattore decisivo, soprattutto dal punto di vista delle imprese. Negli Stati Uniti il livello del debito delle imprese, in percentuale del PIL, è ora superiore al precedente picco dell’autunno 2008. Cosa accadrà negli Stati Uniti se dovesse aumentare lo scetticismo per il debito aziendale? In Europa e in Giappone, le banche centrali stanno già acquistando il debito delle imprese e sono consapevoli della necessità di fare molto di più. Non è così negli Stati Uniti. Siamo in presenza di una situazione asimmetrica che non favorisce gli Stati Uniti.

Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Asset Management (Gruppo Natixis IM)

 

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