Borsa. Jerusalmi: i provvedimenti di chiusura delle contrattazioni non servono

Raffaele Jerusalmi

Raffaele Jerusalmi

Milano, 10 marzo – La reazione violenta delle Borse “è un fenomeno di mercato”, ma a questo punto possiamo dire che “la correzione c’è già stata” e che, tra qualche mese, passata l’emergenza, potremo pensare a questo come a uno dei fenomeni transitori che si verificano sui mercati. Così l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, ha commentato a 24Mattino su Radio 24 il crollo dei mercati finanziari legato all’emergenza Covid-19. Jerusalmi ha confermato “l’inutilità” di un provvedimento di chiusura della Borsa, in un mercato ormai globalizzato. ‘Sicuramente le economie stavano rallentando già prima di questa situazione – ha detto Jerusalmi – ci siamo trovati in circostanze simili in altre occasioni. I mercati reagiscono violentemente alle notizie ma ritengo che a questo punto la correzione l’abbiamo già vista”. Sicuramente, ha precisato, “la crisi del petrolio ha acuito le incertezze, ma anche il tema del virus sarà tra qualche mese un ricordo. E’ un’esperienza che abbiamo già passato con la Sars anche se non eravamo direttamente coinvolti. Sono fenomeni transitori”. Alla domanda sull’opportunità di una interruzione delle contrattazioni, l’ad di Borsa Italiana ha confermato quanto già detto ieri: “In generale, questi provvedimenti non servono a nulla, i mercati sono globali, le scelte locali sono devastanti perchè fanno perdere di credibilità” e in più le azioni sono negoziate su diverse piattaforme. Diverso sarebbe se ci fosse una decisione “coordinata a livello mondiale”, per la quale però “non ci sono i presupposti”. Si tratta, ha concluso, di “fenomeni di mercato. Nessuno chiede di chiudere quando le azioni salgono del 10%-20%”.

 

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