Borsa. Virus e petrolio piegano i listini europei. Milano in caduta libera (-11%)

PALAZZO MEZZANOTTEMilano, 9 marzo. Lunedì nero per i mercati finanziari: il blitz del governo italiano in Lombardia per controllare la diffusione del coronavirus e lo scontro sul petrolio, dopo il mancato accordo raggiunto in seno all’Opec+, hanno creato il panico sui mercati e messo al tappeto le Borse europee, con Piazza Affari che ha pagato il conto più salato. Il Ftse Mib, arrivato a cedere oltre il 12% in concomitanza con lo stop alle contrattazioni di Wall Street, ha chiuso in ribasso dell’11,17%. Piazza Affari non accusava un calo a doppia cifra dal 2016, dopo l’annuncio del voto sulla Brexit. Lo spread è volato di 43,8 punti a 225 punti, con il rendimento del decennale che si è portato sopra all’1,41%. Il petrolio wti (contratto di aprile), arrivato a segnare un calo attorno al 30%, ha ridotto le perdite al 18% sul finale, attestandosi a 33,8 dollari al barile. Anche l’euro ha registrato variazioni importanti, schizzando 1,1442 dollari, da 1,1322 di venerdì scorso. A poco sono valse anche le frasi del presidente Usa, Donald Trump, che il coronavirus non è una minaccia per l’americano medio, nonché l’intervento della Fed, che ha annunciato l’aumento del limite per le operazioni sul mercato Repo da 100 a 150 miliardi di dollari per mitigare i rischi. A Piazza Affari solo una manciata di titoli di piccole dimensioni è riuscita a chiudere in territorio positivo. Le blue chips hanno accusato tutte pesanti perdite, con quelle del settore oil in caduta libera. Eni ha lasciato sul parterre il 20,8%, Saipem il 21,5% e Tenaris il 21,38%. Le banche italiane hanno perso oltre il 10%, facendo coppia con quelle europee. Hanno tentato di arginare le perdite sotto il 10% le utilities, mentre la ‘migliore’ del Ftse Mib è stata Pirelli che ha arginato le perdite al 4,37%, beneficiando della notizia che la società non ha subito impatti sulle attività produttive, nonostante la diffusione del virus in Italia e le misure restrittive introdotte dal Governo Conte. Il gruppo ha anche precisato che l’attività produttiva in Cina sta tornando alla normalità. Le azioni della Bicocca, comunque, stanno sui minimi e quasi alla metà del prezzo di ipo dell’autunno 2017 (era a 6,5 euro e oggi si attestano a 3,79 euro).

 

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