WisdomTree. Cina, non solo coronavirus. Il Topo porterà con sé una crescita più stabile. Commento di Aneeka Gupta

Il 2020 in Cina è l'anno del topo

Il 2020 in Cina è l’anno del topo

L’anno del Topo prenderà il via il 25 gennaio 2020. Il topo è il primo animale dello Zodiaco cinese ed è associato alla ricchezza e allo slancio. Dopo un 2019 impegnativo, ci aspettiamo che la crescita economica della Cina si stabilizzi nel 2020, sostenuta dall’accordo “Fase Uno” tra Stati Uniti e Cina e da una politica accomodante in settori chiave come quello monetario, fiscale, normativo e, in misura minore, residenziale. Nell’ambito della prima intesa commerciale, gli Stati Uniti hanno rinunciato all’aumento delle tariffe previsto per il 15 dicembre, hanno accettato di dimezzare l’aumento del settembre 2019 e di “modificare in modo significativo le decisioni tariffarie della Sezione 301″. In risposta, la Cina si è impegnata ad aumentare sostanzialmente le sue importazioni di beni e servizi statunitensi; a non deprezzare lo yuan (CNY) e ad apportare significativi cambiamenti strutturali per quanto riguarda la protezione della proprietà intellettuale internazionale, il trasferimento di tecnologia e l’apertura dell’industria finanziaria. Mentre la guerra commerciale USA-Cina non è affatto finita, l’annuncio dell’accordo della Fase Uno ha evitato un’imminente escalation delle tariffe, ha ridotto l’incertezza della guerra commerciale e ha contribuito a contenerne i contraccolpi verso altre parti del mondo. Nel 2019, le importazioni statunitensi dalla Cina sono scese di 35 miliardi a 497 miliardi di dollari, mentre le importazioni cinesi dagli Stati Uniti sono diminuite di più di 40 miliardi a 125 miliardi di dollari. Di conseguenza, ci aspettiamo che un accordo globale rimanga nell’interesse di entrambe le parti con il presidente Trump consapevole di ciò, guardando anche alle elezioni. La Fase Uno dell’accordo commerciale USA-Cina si è conclusa con il consenso delle due parti su un meccanismo regolare di consultazione e risoluzione delle controversie per mantenere un rapporto commerciale più equilibrato.

Poiché i governi si concentrano sulla ristrutturazione economica e sulla crescita sostenibile a lungo termine, ci aspettiamo che le misure politiche rimangano ampiamente accomodanti. Nell’ultimo anno, il governo ha adottato un approccio di lungo periodo nel sostenere l’economia, ponendo maggiore enfasi sul controllo del rischio e facendo leva su stimoli a breve termine per evitare squilibri macroeconomici.  La People’s Bank of China ha annunciato il 1° gennaio 2020 che avrebbe abbassato il Required Reserve Ratio (RRR) della banca di 50 punti base, decisione che dovrebbe contribuire a liberare finanziamenti a lungo termine e a basso costo per sostenere l’emissione programmata di speciali titoli di Stato locali nel gennaio e febbraio 2020. Ci aspettiamo un altro taglio di 50 punti base per il RRR durante il 2020, che dovrebbe contribuire a stimolare la crescita del credito dal 10,8% nel 2019 all’11,4% nel 2020.

Le attività domestiche cinesi hanno mostrato segni di stabilizzazione verso la fine del 2019, dopo l’interruzione dell’aumento delle tariffe introdotte a dicembre e la prossima riduzione di quelle di settembre. Pur partendo da una base bassa, le vendite al dettaglio sono cresciute, con vendite anche (ma non solo) nel settore automobilistico, che hanno mostrato segni di miglioramento. Inoltre, la stabilità della domanda interna ha contribuito a sostenere la crescita della produzione industriale con un miglioramento più forte del previsto del 6,2% rispetto all’anno precedente, nonostante la crescita contenuta delle esportazioni. Gli investimenti in capitale fisso infrastrutturale sono aumentati al 5,2%, mentre gli investimenti immobiliari sono scesi a un ritmo stabile all’8,4%, contribuendo ad aumentare la crescita complessiva degli investimenti in capitale fisso. I consumi sono stati il principale motore della crescita del prodotto interno lordo (PIL) e rimangono sostenuti da una solida crescita dell’occupazione e del reddito disponibile (6,1% nel 2019 in termini reali). Il tasso di risparmio della Cina è elevato, pari al 45%, quasi il doppio di quello degli Stati Uniti. La tregua sulla guerra commerciale USA-Cina ha contribuito a dare impulso alle esportazioni cinesi e alle attività correlate, sostenendo così un impulso sequenziale alla crescita nel secondo trimestre del 2020. La crescita delle esportazioni cinesi è passata dal -1,3% su base annua (a/a) al 7,6% a dicembre, mentre le importazioni sono balzate dallo 0,8% a/a al 16,3%, entrambe aiutate da una base molto bassa un anno fa. Grazie al forte rimbalzo del dicembre 2019, sia le esportazioni medie del quarto trimestre che le importazioni hanno registrato una crescita positiva dell’1,9% e del 3,2%. Il miglioramento delle esportazioni del quarto trimestre è stato trainato principalmente dai mercati emergenti, in particolare dall’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (ASEAN). Le esportazioni verso gli Stati Uniti si sono indebolite maggiormente, passando da -15% a/a nel 3° trimestre a -18% nel 4° trimestre (anche se meno negative a dicembre), probabilmente a causa degli aumenti tariffari di settembre sui prodotti per 110 miliardi di dollari. L’annuncio fatto da MSCI nel 2019 di quadruplicare il fattore di inclusione delle azioni A dal 5% al 20% (portando così a un peso del 3,3% dallo 0,7% dell’indice MSCI Emerging Markets) ha inoltre dato una spinta alle azioni cinesi lo scorso anno. Ciò ha contribuito a favorire alcuni acquisti passivi di azioni cinesi onshore da parte di fondi che tracciano meccanicamente l’Indice, con il risultato di un flusso di fondi esteri stimato in 60-89 miliardi di dollari USA nei mercati onshore cinesi nel 2019. Tuttavia, la detenzione straniera delle azioni onshore cinesi è estremamente bassa rispetto ad altre azioni dei mercati emergenti, il che offre un ampio margine di recupero.

Guardando al 2020, le prospettive a lungo termine della Cina dipendono dalla sua capacità di allontanarsi dalla vecchia formula di crescita industriale e di tendere verso driver di crescita della “nuova economia”, come i consumi e la tecnologia dell’informazione. Ci aspettiamo che l’attuale rally del mercato azionario cinese si estenda fino al 2020, in un contesto di continua volatilità.

Aneeka Gupta, Associate Director, Research, WisdomTree

 

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