Borsa. L’Europa supera la paura del coronavirus e Milano chiude in rialzo (+1,1%)

PALAZZO MEZZANOTTEMilano, 24 gennaio – Le rassicurazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul coronavirus hanno fatto tornare il sereno sulle Borse europee, che così hanno chiuso tutte in rialzo. I listini hanno però frenato sul finale dopo le notizie provenienti dagli States dov’è stato riscontrato il secondo caso di persona colpita dal coronavirus. Ad ogni modo oggi l’Oms ha fatto sapere che è ancora presto per dichiarare un’emergenza mondiale. Sul fronte macro in Europa l’attività manifatturiera, pur rimanendo in contrazione, ha mostrato un segnale di miglioramento nel mese di gennaio. Milano ha chiuso in progresso dell’1,1%, con il Ftse Mib che si è attestato sopra l’importante soglia dei 24mila punti. Lo spread è stabile a 156 punti, anche se rimane l’incognita sull’esito delle elezioni di domenica in Emilia Romagna e Calabria. A Piazza Affari si sono distinte le azioni di Poste, nel giorno in cui a Londra è stato presentato il piano strategico del gruppo. I titoli guadagnando il 3,17%, hanno vantato la performance migliore del Ftse Mib insiema ad Atlantia (+3,19%). Quest’ultima ha beneficiato delle ipotesi riferite dal Sole 24 Ore relative a una possibile scissione di Autostrade per l’Italia, operazione che potrebbe facilitare anche un dialogo con il Governo sul fronte delle concessioni. Hanno inoltre continuato a correre le St (+2,78%), sempre sull’onda dei risultati dell’ultimo trimestre del 2019 pubblicati la vigilia. Per contro maglia nera del listino è stata Pirelli (-2,5%), che ha risentito dell’allarme lanciato sui conti del 2020 lanciato dalla concorrente finlandese, Nokian Tyres. Sul mercato valutario, l’euro si è indebolito nei confronti del biglietto verde a 1,1026 dollari (ieri a 1,1091 ieri). La moneta unica vale inoltre 120,60 yen (121,5), mentre il dollaro/yen è pari a 109,36 (109,546 in avvio). Dopo la debacle di ieri, è ancora in forte ribasso il valore del petrolio, risentendo del timore che l’offerta del 2020 supererà di gran lunga la domanda. Prospettiva, quest’ultima, peggiorata negli ultimi giorni sulle notizie provenienti dalla Cina dove tutto si è fermato per fronteggiare il rischio di epidemia del coronavirus. Il Wti, contratto con consegna a marzo, scende del 2,9% a 53,99 dollari.

 

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