Borsa. Nei listini torna la paura del virus cinese, Ma Milano si salva con ST (+6,5%)

Piazza Affari

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Milano, 23 gennaio – Il virus cinese ruba la scena alla Bce e manda in rosso i listini. La paura che scatti un contagio a livello globale, con il Capodanno cinese alle porte e i primi casi sospetti in Europa, è infatti tornata a contagiare le Borse mondiali. In calo anche Wall Street e il petrolio, tra le materie prime più sensibili ai possibili effetti del virus sul commercio mondiale. In questo contesto si è salvato solo il Ftse Mib che ha resistito sulla parità fino a fine seduta grazie all’exploit di St (+6,5%) che ha chiuso l’ultimo trimestre sopra le attese. Nessuna sorpresa, secondo gli analisti, è invece arrivata dalle decisioni della Bce targata Lagarde che ha non ha toccato i tassi ma ha lanciato una ‘revisione strategica’ della politica monetaria, mossa già annunciata da tempo. In attesa di valutarne le ricadute sull’economia del Vecchio Continente, a farne le spese per ora è l’euro in forte ribasso sul dollaro. Sul listino principale milanese tengono anche le utility, mentre in fondo si piazza Moncler (-2,7%) che paga la debolezza del settore del lusso europeo. Male anche l’auto con Pirelli (-2,5%) e i titoli legati al greggio, come Saipem (-2,2%). Fuori dal Ftse Mib tonfo per Unieuro (-7,6%) dopo la vendita del 17,6% del capitale da parte di Ieh (riconducibile ai fondi dell’operatore di private equity Rhone). Sul mercato valutario verso fine seduta è in netta discesa l’euro che viene scambiato a 1,103 contro il dollaro (1,1086 alla vigilia) e 0,841 verso la sterlina (0,844). La moneta unica scende a 120,68 yen (121,806), quando il dollaro vale 109,32 yen (109,85). Sul fronte del greggio, i timori del coronavirus si traducono in un crollo delle quotazioni: il Wti di marzo è scambiato a 54,9 dollari al barile (-3,1%) e il Brent a 61,4 dollari (-2,9%).

 

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