Aberdeen Standard Investments. Outlook 2020: Gli investitori dovrebbero mettere al lavoro la liquidità

La Borsa di Wall Street a New York

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Il 2019 è stato finora un anno positivo sia per i mercati azionari che obbligazionari. Guardando al futuro, ci aspettiamo che alcuni mercati obbligazionari, azionari e immobiliari offrano rendimenti interessanti nel 2020 e 2021. Di conseguenza gli investitori dovrebbero cercare di mettere al lavoro la liquidità, abbandonando gli asset difensivi, ma adottando un approccio selettivo.  Un punto di partenza utile è l’analisi dellevalutazioni. Questo vale soprattutto per gli investitori azionari.  Dall’inverno scorso, quando c’è stato un breve sell-off dovuto ai timori legati alla guerra commerciale, i mercati azionari si sono ripresi. Il mercato azionario statunitense ha valutazioni elevate e ha quindi bisogno di un flusso continuo di buone notizie. I mercati emergenti o gli asset paneuropei hanno valutazioni interessanti a condizione che i flussi di cassa convincano gli investitori che i dividendi sono sostenibili. Altrove, le valutazioni costituiscono un vento contrario per la maggior parte dei mercati dei titoli di Stato, a meno che non si verifichino inaspettatamente una recessione o un altro forte shock che comportino cambiamenti su larga scala dell’inflazione e dei tassi di interesse.

Possibili rischi per l’economia mondiale

Passando ai rischi che l’economia mondiale deve affrontare, è necessario analizzare i problemi e gli squilibri nei diversi paesi. Indubbiamente, ci sono preoccupazioni in alcuni settori: il debito delle famiglie cinesi, il debito finanziario e dei governi locali; il debito societario statunitense; alcuni debiti dei mercati emergenti; i mercati immobiliari nelle economie avanzate; il rischio di inflazione derivante da mercati del lavoro più difficili; e le pressioni sui margini delle imprese più piccole. Nel complesso, tuttavia, riteniamo che questi problemi siano gestibili grazie ai tassi di interesse molto bassi, anche in un mondo di crescita lenta. I flussi di cassa delle imprese rimangono fondamentali, così come la disponibilità delle banche centrali e dei governi a reagire rapidamente al manifestarsi delle tensioni.

In effetti, l’insieme dei rischi politici e politici per il 2020 appare più equilibrato rispetto all’ estate.  Abbiamo preso in considerazione gli shock politici e geopolitici legati a Brexit, alle tensioni commerciali USA-Cina o alle tensioni in Medio Oriente. Un aspetto utile sono i segnali positivi che indicano che la politica fiscale potrebbe diventare più espansiva nel 2020-21, specialmente in Europa e in Giappone. I banchieri centrali come Lagarde stanno facendo di tutto per mettere in guardia sulla relativa inefficacia della politica monetaria.

Banche Centrali: effetti collaterali della politica accomodante

Un effetto collaterale degli ultimi allentamenti monetari negli Stati Uniti e in Europa, è l’enfasi posta sul “rendimento” come fattore di successo dei portafogli. Le compagnie di assicurazione e i fondi pensione stanno affrontando le conseguenze di 12 trilioni di dollari di obbligazioni con rendimenti negativi.  Le famiglie in Europa ricevono rendimenti negativi sui depositi bancari.  La logica alla base del reddito azionario, del debito societario o immobiliare è chiara: cercare rendimento fino a quando si ritiene che i flussi di cassa futuri siano adeguati.

L’impatto del populismo

Una politica fiscale più snella è solo una delle risposte dei governi alle pressioni populiste che si osservano in molti paesi. Altre possibili soluzioni ampiamente pubblicizzate sono l’aumento della regolamentazione, la protezione commerciale, la nazionalizzazione e i campioni nazionali.  Il populismo si è sviluppato nel corso di decenni di crescita dei redditi lenta, austerità nella spesa pubblica e deterioramento della sicurezza del lavoro. Nel 2020, potrebbe essere la fonte di diverse storie politiche nei paesi sviluppati o emergenti. Le elezioni anticipate in Germania o in Italia e il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi sono solo alcuni esempi.  Ad esempio, brevi ribassi del 10% o più sui mercati azionari potrebbero essere una conseguenza ovvia. Purtroppo, nei momenti di avversione al rischio, le correlazioni tra i movimenti delle asset class diventano strettamente coordinati. La costruzione del portafoglio diventa dunque cruciale.

Fondamentali i flussi di cassa aziendali

Mettendo da parte la politica, il motore principale per il 2020 rimane il flusso di cassa delle imprese. Ci aspettiamo che i profitti saranno adeguati a soddisfare le aspettative sui dividendi, limitando l’eventuale aumento dei default delle obbligazioni societarie e consentendo di soddisfare il premio di rendimento richiesto dalla maggior parte degli investitori immobiliari.

Le nostre previsioni economiche sono coerenti con una crescita leggermente migliore dei fatturati nel 2020 e ancora migliore nel 2021. La pressione sui margini a fine ciclo dovrebbe essere contenuta attraverso tagli dei costi, incrementi di produttività e fusioni e acquisizioni per creare economie di scala. In parole povere, l’allentamento monetario e fiscale visto nel 2019 – e previsto per il 2020 – indica che i rischi di recessione sono limitati, ma non trascurabili, in quanto vi è il rischio di errori politici, come la ricomparsa di una guerra commerciale in piena regola.

Il portafoglio per il 2020

In sintesi, privilegiamo un portafoglio diversificato con un sovrappeso sulle azioni globali in considerazione delle prospettive di crescita, soprattutto nei mercati emergenti e in Giappone; un sovrappeso sul settore immobiliare globale dato il rendimento relativamente interessante, in particolare uffici, logistica e aree specialistiche ma non retail, che di solito è sottoposto a pressioni strutturali. Privilegiamo infine un approccio selettivo su debito dei mercati emergenti, debito corporate investment grade e high yield che riflettono le crescenti pressioni in alcuni paesi o settori come l’automotive o l’energia. Con l’aumento della fiducia per il futuro, le attività dei mercati emergenti sono modestamente preferite rispetto a quelle sviluppate, sia a livello azionario che, in particolare, a livello di debito.

Andrew Milligan, Global Head of Strategy, Aberdeen Standard Investments

 

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