Bce. Lagarde, trovare giusto equilibrio fra moral hazard e mutua assicurazione. Economia globale incerta, ma offre anche opportunità

La Presidente della Bce, Christine Lagarde

La Presidente della Bce, Christine Lagarde

Milano, 22 novembre – “Rafforzare il nostro mercato interno significa anche completare la nostra unione economica e monetaria”. Lo ha detto il presidente della Bce Christine Lagarde intervenendo al Congresso bancario europeo a Francoforte nell’ambito dell’Euro Finance Week e sottolineando come il progetto dell’Unione economica e monetaria, e in particolare l’equilibrio fra riduzione del rischio e risk sharing – è strettamente legato alla propensione a risparmiare e a spendere in Europa. “Da una parte – ha detto – una unione monetaria concentrata troppo sulla condivisione del rischio rischia di produrre moral hazard a scapito della propensione al risparmio che danneggia l’unione nel suo insieme. Dall’altra parte, dare la priorità solo alla riduzione del rischio rischia di condurre al problema opposto: eccesso di risparmi e crescita fragile nei paesi che sono costretti ad autoassicurarsi continuando a produrre surplus persistenti. “La soluzione al famoso paradosso della frugalità sono le istituzioni – ha concluso Lagarde -. Le buone istituzioni esistono per assicurare che la gente non sia costretta ad azioni che sono razionali a livello individuale ma dannose in un’ottica collettiva”. Per questo completare l’Unione economica e monetaria “significa trovare il giusto equilibrio”, ovvero “sufficiente protezione contro il moral hazard per scoraggiare la tendenza a risparmiare troppo poco ma garantire sufficiente mutua assicurazione per impedire l’eccesso di risparmio”. In questo modo, ha detto, potremmo trovare nuove fonti di crescita che altrimenti sarebbero eliminate. E questo rappresenterebbe davvero un “nuovo approccio per l’Europa”.

“Siamo di fronte a un ambiente globale che è caratterizzato da incertezza ma io credo che, se lo affrontiamo nel modo giusto, questo può essere anche un momento di opportunità” ha aggiunto Lagarde parlando dello scenario macroeconomico. “Abbiamo una possibilità unica di rispondere a un mondo che sta cambiando e che pone sfide investendo nel nostro futuro – ha detto – rafforzando le nostre istituzioni comuni e dando nuovo vigore alla seconda maggiore economia del mondo. Tutto questo cambierebbe le regole del gioco, non solo per la nostra stabilità e prosperità, ma anche per quella dell’economia globale”. “Le perduranti tensioni commerciali e le incertezze geopolitiche – ha detto Lagarde – stanno contribuendo a un rallentamento della crescita del commercio globale che si è più che dimezzata dall’anno scorso. Questo a sua volta ha depresso la crescita globale ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria”. Queste incertezze, ha ricordato il presidente, “si sono dimostrate più persistenti del previsto e questo sta chiaramente impattando l’eurozona dove la crescita è attesa all’1,1% quest’anno, ovvero 0,7% punti percentuali in meno di quanto previsto un anno fa”. Al tempo stesso, ci sono cambiamenti di una natura più “strutturale”. Si sta iniziando a registrare un passaggio a livello globale, guidato soprattutto dai paesi emergenti, dalla domanda esterna alla domanda interna, dagli investimenti ai consumi e dalla manifattura ai servizi. “Al tempo stesso – ha aggiunto – il commercio globale sta cambiando aspetto perchè le nuove tecnologie mettono in discussione le catene di fornitura tradizionali e la relativa organizzazione del lavoro e nuovi rischi potenziali derivano dai cambiamenti climatici”. Tutto questo ha implicazioni ovviamente per il nostro settore esterno e l’Europa “deve innovare e investire per rispondere a queste sfide e mantenere la sua competitività nel lungo periodo” tenendo conto che gli alti tassi di crescita del commercio che ci siamo abituati a vedere non sono più una certezza assoluta. In prospettiva, ha concluso la Lagarde, la risposta alle sfide del momento sta nel “convertire la seconda maggiore economia del mondo in una economia che è aperta al mondo ma che ha anche fiducia in se stessa, un’economia che fa pieno uso del potenziale dell’Europa per scatenare tassi più alti di domanda interna e di crescita a lungo termine”.

 

 

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