Trump annuncia nuovi dazi sul Made in Cina. “La Cina non avrebbe dovuto imporre altre imposte su Usa. La decisione è stata politicamente motivata”

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato nuovi dazi come ritorsione a quelli decisi dalla Cina venerdì

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato nuovi dazi come ritorsione a quelli decisi dalla Cina venerdì

Di Giambattista Pepi.Dall’incontro tra un presidente autoritario e populista (l’americano Donald Trump) e da uno autoritario e illiberale (il cinese Xi Jinping) può venire fuori qualcosa di buono? Difficile. Ed infatti, da quando è esplosa la cosiddetta “guerra” dei dazi, di positivo c’è poco o niente. Di negativo c’è che questo prolungato braccio di ferro potrà far deragliare dai binari il treno della crescita ininterrotta che dura dal 2008, cioè dall’indomani della crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti con lo scandalo dei mutui sub prime. Anche il commercio ne sta risentendo e sempre di più ne risentirà. L’ultimo round di questa disfida è avvenuto ieri. Donald Trump ha annunciato nuovi dazi sul Made in China, come ritorsione a quelli annunciato durante la giornata da Pechino sui beni importati dagli Usa.

A partire dal 1° ottobre saliranno al 30% i dazi su 250 miliardi di dollari di prodotti cinesi sui quali al momento gravano dazi al 25%. Sui restanti 300 miliardi di dollari di prodotti dalla Cina i dazi che scatteranno il 1°settembre saranno al 15% e non al 10%. “La Cina non avrebbe dovuto imporre nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di prodotti americani”,  ha detto giustificandosi Trump, mediante i consueti twitter, una decisione “politicamente motivata”. Riesplode con forza la guerra dei dazi tra Usa e Cina all’ombra di una nuova recessione globale e in un venerdì ad altissima tensione che oltre al crollo delle Borse ha visto l’attacco senza precedenti di un infuriato Donald Trump al presidente della Fed Jerome Powell. Un attacco nel quale è incappato nella grave gaffe di definire “nemico”, per la prima volta, il presidente cinese Xi Jinping, con il quale aveva invece finora sempre rivendicato “un eccellente rapporto personale”.

Questa volta è stata la Cina a dare oggi fuoco alle polveri con l’annuncio di nuovi dazi su 75 miliardi di dollari di beni made in Usa, in risposta alle simili misure americane che saranno operative in parte dall’1 settembre sull’import di prodotti cinesi. Una mossa annunciata nella serata di Pechino, a ridosso dell’avvio di Wall Street, dove i future hanno mostrato subito segnali di nervosismo, con una modalità “attentamente scelta per colpire i mercati azionari Usa”, ha ammesso Mei Xinyu, esperto affiliato al ministero del Commercio cinese, in un tweet del Global Times, tabloid ultranazionalista del Quotidiano del Popolo.

Gli attacchi di Trump a Powell hanno accelerato le perdite dei listini, con il Dow Jones in calo di quasi il 2% e le Borse europee in rosso tra l’1 e il 2%. Non solo: le aziende americane devono “immediatamente iniziare a cercare alternative alla Cina, incluso riportare a casa le loro società e produrre negli Usa”, ha rincarato l’inquilino della Casa Bianca, ordinando alle società di spedizione – incluse FedEx, Amazon, UPS e le Poste americane – di rifiutare le consegne di fentanil dalla Cina. I nuovi dazi cinesi, inclusi nella forchetta del 5-10%, pesano su 5.078 beni Usa, secondo l’Ufficio dei dazi del governo cinese. In aggiunta, le misure al 25% sull’import di auto e al 5% sulle componenti di auto saranno efficaci dal 15 dicembre, dopo la sospensione dello scorso 1° aprile per favorire il dialogo. L’applicazione si articolerà in due fasi: su un primo gruppo di beni, i nuovi dazi saranno del 10% dal 1° settembre, mentre l’aliquota sul secondo gruppo sarà del 5%, effettiva dal 15 dicembre. La risposta cinese è al 10% sugli addizionali 300 miliardi di dollari di beni made in China colpiti in un primo momento dal 1° settembre, con una parte rinviata al 15 dicembre.

 

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