Borsa. Trump si scatena su Cina e Fed e affonda i listini. Milano chiude a – 1,6%

PALAZZO MEZZANOTTEMilano, 23 agosto – Seduta frenetica per le Borse europee che hanno cambiato più volte direzione, chiudendo alla fine in calo, strette tra il nuovo capitolo del braccio di ferro commerciale Stati Uniti-Cina, il discorso del presidente della Fed Jerome Powell a Jackson Hole e i commenti pesantissimi di Donald Trump. I listini (Milano -1,65%, Parigi -0,95%, Francoforte -1,07%, Madrid -0,6% e Londra -0,47%) erano partiti in rialzo, poi hanno invertito bruscamente rotta dopo che la Cina ha imposto nuovi dazi su importazioni americane per 75 miliardi di dollari, hanno ritrovato quota con Powell, che si è impegnato ad agire in modo appropriato e con stimoli maggiori per l’economia americana, ma hanno finito in discesa dopo i commenti del presidente americano su Cina e Fed. “La mia sola domanda è, chi è il nostro più grande nemico, Jay Powell o il presidente Xi?”, ha scritto su Twitter Donald Trump, da un lato dicendo che Powell “non ha fatto niente, come al solito”, mentre sulla Cina ha detto che “l’America può fare a meno di Pechino” invitando alle aziende americane “di cercare alternative” e preannunciando una risposta a Pechino già in giornata.

A Piazza Affari i riflettori sono rimasti puntati sugli sviluppi della crisi di Governo: Sergio Mattarella ha dato del tempo ai partiti per cercare di formare un nuovo esecutivo con un programma forte e oggi il primo incontro tra Pd e 5 Stelle è andato bene. Lo spread, più influenzato dalle vicende politiche che dal tema commerciale, si è mosso poco e ha finito in leggero rialzo a 200 punti, dai 199 di ieri, ma restando ai minimi da fine luglio. I titoli del Ftse Mib sono stati orientati dai due temi di giornata: deboli le banche (Bpm +0,06%, Bper -0,85%, Unicredit -3,1%, Ubi -2,06% e Intesa Sanpaolo -1,99%), in attesa di novità sulla crisi, e sono andati male i titoli esposti al tema dazi, a partire da tecnologi (StMicroelectronics -4,45%), auto (Pirelli -2,91% e Fca -2,17%) e lusso (Ferragamo -1,49%). Sul fronte valutario l’euro riaggancia quota 1,11 e vale 1,1142 dollari (1,1069 all’avvio e 1,108 ieri) e vale 117,599 yen (106,6 in apertura e 106,44 ieri), mentre il dollaro-yen è pari a 105,532. Petrolio in calo, visto che i dazi cinesi colpiscono anche le importazioni di greggio (-2,96% i future del Wti a ottobre, -1,92% i pari scadenza del Brent).

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