Abi.Resta tonico il mercato del credito. A maggio cresce dell’1%. Sprint dei mutui (+2,5%), in calo i finanziamenti alle imprese. Giù le sofferenze

FOTO ABIA maggio i prestiti a famiglie e imprese mettono a segno una crescita dell’1%. Spiccano i mutui (+2,5% su base annua), calano i finanziamenti alle aziende (-0,6% su base annua). Tassi di interesse sempre bassi. Prosegue il calo delle sofferenze (32,7 miliardi). Sono queste, in sintesi, le principali evidenze del rapporto sul credito ad aprile redatto dall’Associazione bancaria italiana (Abi). In particolare, a fine maggio, i prestiti a famiglie e imprese registrano una crescita su base annua dell’1%. In crescita il mercato dei mutui (+2,5%), mentre, nonostante i tassi di interesse restino sui minimi storici, i finanziamenti alle imprese sono diminuito dello 0,6% su base annua.

Quanto ai tassi di interesse, quelli sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è dell’1,84% (1,86% ad aprile 2019, 5,72% a fine 2007), mentre non si è modificato quello medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese: 1,46% (come il mese precedente; 5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è al 2,58% (2,59% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Le sofferenze nette (al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad aprile 2019 si sono attestate a 32,7 miliardi di euro, in forte calo rispetto ai 50,9 miliardi di aprile 2018 (-18 miliardi pari a -36%) e ai 77,4 miliardi di aprile 2017 (-44,8 miliardi pari a -58%). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 56 miliardi (-63,3%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,87% ad aprile 2019 (era il 2,96% ad aprile 2018, il 4,43% ad aprile 2017 e il 4,89% a novembre 2015). In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a maggio 2019, di circa 55 miliardi di euro rispetto a un anno prima (+3,8% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per 19 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (-7,4%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +2,1% a maggio 2019. Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie rimane su livelli particolarmente bassi: a maggio 2019 è pari a 201 punti base (come nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

 

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