Borsa. Nuove nubi sul commercio. Europa in calo. A Milano (-1,29%) giù gli industriali

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

Milano, 29 maggio – Seduta negativa per le Borse europee, che hanno tuttavia ridotto i cali nel finale (Milano -1,29%, Parigi -1,76%, Francoforte -1,54%, Madrid -1,25% e Londra -1,2% circa). A pesare sui listini sono stati i rinnovati timori su una possibile escalation della guerra commerciale: Pechino è stata inserita tra i Paesi le cui politiche economiche e valutarie sono monitorate dall’amministrazione Trump e, dal canto suo, la Cina ha indicato che potrebbe fare leva sulla propria posizione dominante nella produzione di terre rare per penalizzare i produttori americani. L’Italia resta inoltre osservata speciale, dopo l’arrivo della lettera Ue con la richiesta di chiarimenti, da fornire entro venerdì sulla violazione della regola di riduzione del debito. A Piazza Affari le banche, pur se in calo, hanno ridotto i ribassi rispetto alla prima parte della seduta, complice il fatto che lo spread, dopo l’avvio a 292 punti, i massimi da dicembre, si è progressivamente ristretto e ha chiuso in calo a 282 punti, dai 284 di ieri. In controtendenza Unicredit (+2,22%, la migliore sul Ftse Mib), la più esposta ai titoli di stato italiani e quindi alle oscillazioni dello spread e incoraggiata dal fatto che, per il momento, l’Ue non ha multato l’Italia, e Banco Bpm (+0,89%), sostenuta dal fatto che Moody’s ha confermato il rating a lungo termine sul debito senior e ha alzato quello sui depositi. Le tensioni Usa-Cina sul trade hanno pesato sugli industriali (Buzzi Unicem -2,88%, Leonardo -2,4%). Deboli le utility, complice il cattivo andamento del settore in Europa. Sono andati male anche gli energetici, in primis Tenaris (-1,52%) ed Eni (-2,08%), sulla scia del calo del petrolio. Il Wti a luglio cede infatti il 2,8% e il Brent il 2% a causa dei timori sull’economia globale e, di conseguenza, su un possibile calo della domanda. Sul fronte dei cambi, l’euro si indebolisce ulteriormente a 1,1142 dollari (1,1156 in avvio e 1,1173 ieri). La moneta unica vale 121,84 yen (121,87 in apertura e 122,36 ieri), mentre il cambio dollaro/yen è pari a 109,353.

 

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