GAM. E se l’Europa innescasse una crescita globale a domino?

Il Presidente della Bce, Mario Draghi

Il Presidente della Bce, Mario Draghi

La crescita globale è stata interessata da una brusca frenata tra la fine del 2018 e l’inizio dell’anno. Questa debolezza è stata particolarmente evidente negli indicicompositi dell’attività manifatturiera (PMI) e nella produzione industriale. Pensiamo questo sia in gran parte legato al commercio e almeno in parte guidato dalla Cina. Le stesse debolezze si sono evidenziate nella zona Euro. A nostro avviso la crescita USA – che l’anno scorso ha beneficiato degli stimoli fiscali – dovrebbe rallentare, mentre ci aspettiamo una ripresa della crescita in Cina ed Europa. Questo creerebbe il giusto contesto per gli asset rischiosi – una crescita adeguata insieme ad un dollaro USA più debole o laterale e bassi rendimenti. In Cina l’ondata di prestiti che ha caratterizzato il mese di gennaio si è normalizzata nel mese di febbraio. I decisori politici hanno ridotto i tassi d’interesse, che a nostro avviso favoriranno ulteriori passi avanti per quanto riguarda l’impulso del credito. In passato è stata solo una questione di tempo prima che questo riuscisse ad alimentare l’attività economica, e abbiamo già visto un rafforzamento dell’indice composito dell’attività manifatturiera in Cina. È ancora necessario un rimbalzo associato dei profitti industriali per confermare una ripresa, ma ci aspettiamo un miglioramento nei prossimi mesi. Se questo non dovesse accadere sarebbe difficile sostenere la ripresa della crescita.

L’anno scorso sono diminuiti i prestiti nell’area Euro e l’impulso creditizio è andato in territorio negativo. Ciò nonostante ci sono stati anche una serie di fattori una tantum, come la regolamentazione sulle emissioni nel settore automobilistico e il livello dell’acqua nel fiume Reno, che hanno causato un rallentamento della crescita superiore di quanto ci si aspettasse. Ci aspettiamo una ripresa della crescita nell’area Euro a seguito della risoluzione di questi shock.

I segnali di una ripresa nell’area Euro sono stati contrastanti.  La produzione industriale e la crescita delle vendite al dettaglio sono state solide in gennaio nonostante la debolezza della Germania. La produzione automobilistica tedesca è rimbalzata a febbraio e le vendite manifatturiere sono superiori alla produzione. Dobbiamo vedere anche la ripresa dell’indice PMI e un rafforzamento e mantenimento delle attività reali per essere sicuri di una ripresa della crescita nell’area Euro.

Un’economia statunitense stabile e una crescita più forte in Cina dovrebbero sostenere le attività rischiose, ma una certa debolezza del dollaro USA potrebbe innescare un significativo rally. Per il verificarsi di ciò è però probabile che sia necessario un rafforzarsi della crescita dell’area Euro.

Michael Biggs, Investment Manager di GAM Investments

 

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