Mercati. Debole l’Europa, Piazza Affari sulla parità (-0,04%)

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

La Borsa in Piazza degli Affari a Milano

Milano 17 gennaio – Milano termina la seduta sulla parità, con il Ftse Mib invariato a 19.470 punti. In frazionale ribasso il Dax di Francoforte (-0,1%), il Ftse 100 di Londra (-0,4%), il Cac 40 di Parigi (-0,3%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,1%) Variazioni contenute anche a Wall Street, con i principali benchmark azionari statunitensi che non vanno oltre lo 0,2 per cento. Negli Usa sono tornati sotto i riflettori i rapporti con la Cina, in vista dei nuovi negoziati commerciali di fine gennaio, mentre si riscontrano nuove tensioni sul caso Huawei. Gli Stati Uniti, infatti, sarebbero pronti ad avanzare nuove accuse contro il colosso cinese delle telecomunicazioni per presunti furti di know how tecnologico nei confronti di partner americani. Nel frattempo, sul fronte dei risultati societari, si segnalano i conti deludenti di Morgan Stanley che ha riportato la peggior trimestrale degli ultimi tre anni, aspettando i dati di Netflix in uscita a mercati chiusi. In Europa l’attenzione resta concentrata sulla questione Brexit, dopo la conferma di Theresa May alla guida del governo. Ora il premier britannico dovrà cercare un accordo in extremis o chiedere il rinvio di un anno della deadline prevista per fine marzo, nel tentativo di evitare un’uscita “no-deal” dall’Unione.

Nel frattempo, sul Forex, la sterlina guadagna terreno contro euro (0,88) e dollaro (1,293) mentre il cambio tra moneta unica e biglietto verde scivola a 1,138 dopo i dati di dicembre sull’inflazione dell’eurozona, che hanno confermato il calo all’1,6% dall’1,9% di novembre. Tra le materie prime perdono terreno le quotazioni del greggio con Wti e Brent in ribasso di rispettivamente a 51,5 e 60,7 dollari al barile. Movimenti ridotti sull’obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund si attesta a 252 punti base con il rendimento del decennale italiano in area 2,77 per cento. Tornando al Ftse Mib, gli acquisti premiano soprattutto Campari (+4,1%) e Telecom Italia (+2,1%) nel giorno del Cda in cui non è stata trattata la cessione di Persidera. Bene anche Unipolsai (+1,3%) e Unipol (+1,6%), mentre arretra Stm (-1,9%), che sconta l’outlook sotto le attese del produttore di microchip taiwanese Tsmc per il primo trimestre del 2019.

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