Aberdeen AM. Banche centrali tigri, investitori agnelli? Commento di James Athey

James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Asset Management

James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Asset Management

Anche la Bank of Canada è diventata più aggressiva rispetto agli ultimi tempi alzando i tassi d’interesse mercoledì. L’economia ha ampiamente assorbito il crollo del prezzo del petrolio di diciotto mesi fa che aveva indotto due tagli dei tassi quindi aveva senso cancellarli. Allargando gli orizzonti, quest’aggressività trova riscontri in giro per il mondo: sembra che l’umore stia cambiando ma molti investitori si stanno dimostrando impacciati nel rispondere. Molta della vendita recente dei titoli di Stato core si è riflessa sui mercati dei futures e delle opzioni, indicando che chi vendeva in larga parte erano algoritmi quantitativi e fondi hedge che si muovevano in base alle dinamiche di prezzo e, in egual misura, ai fondamentali. I dati di Eurex mostrano una vendita significativa di prodotti a tasso denominati in euro. Non stiamo però assistendo a grandi flussi sul mercato obbligazionario liquido (cash bond markets) che indicherebbero grandi movimentazioni nelle allocazioni dei principali asset manager. Lo rivela la ricerca degli investitori di JP Morgan, notando come gli investitori istituzionali europei di lungo periodo abbiano ridotto solo marginalmente la loro esposizione lunga. Volgendo lo sguardo altrove, i titoli di Stato tedeschi hanno subito vendite consistenti ma sono lontani dal riflettere la direzione che Mario Draghi ha tracciato due settimane fa.

Il punto è che il tono usato dalle banche centrali è davvero cambiato e gli investitori sono rimasti in gran parte con le mani in mano. Non ci sono stati molti cambiamenti tangibili nelle politiche ma quello che i banchieri centrali indicano nelle loro dichiarazioni è cruciale per gli investitori. Ci siamo spostati da un mondo in cui la maggior parte delle banche centrali enfatizzava il sostegno incondizionato all’economia ad uno in cui questo non accade più. Un bel cambiamento.

Probabilmente la risposta tardiva dei mercati finanziari è in parte dovuta al cinismo: sia nel caso in cui questo spostamento nella retorica sia confermato che nel caso in cui venga ribaltato al più esile segno di volatilità o ad una reazione troppo forte sui mercati valutari. Ma, in generale, è probabile che il ritardo sia dovuto al fatto che gli investitori non vogliono smettere di scommettere sulla banca centrale dato che è stato il loro trade più facile per circa un decennio.

Gli investitori in giro per il mondo si accorgeranno del cambiamento generale?

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