Il francobollo sequestrato dal KGB raffigurava uno 007 sovietico. Articolo di Fabio Vaccarezza

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Nell’Impero russo e nella vecchia Urss, il servizio postale era monopolio di Stato. I controlli effettuati risultavano molto rigorosi. Era sufficiente che un marinaio o un passeggero di una nave trasportasse una lettera personalmente, perché sussistesse il motivo di multarli! Le sole eccezioni permesse erano le poste “zemstvo” dell’Impero, cioè la “posta rurale” che era trasportata alla destinazione finale solo apponendo un francobollo locale addizionale ai francobolli dell’Impero.

Insomma, il servizio postale governativo in Russia e in Urss era molto potente, con regole rigide e sanzioni severe in caso d’inosservanza. Vediamo un caso molto particolare in cui un semplice evento celebrativo divenne un vero tormento per gli organizzatori, che finirono in prigione: il corriere postale di Novosibirsk del 1962 che utilizzò come francobolli delle etichette stampate privatamente da un istituto tecnico locale. Ricordiamo inoltre, che in Urss era obbligatorio sottoporre alla censura tutte le pubblicazioni prima che fossero messe in circolazione. Venivano così bloccate le informazioni proibite di qualsiasi tipo, confidenziali, limitate o segrete, allo scopo di evitare la loro diffusione a mezzo stampa. I “francobolli” realizzati dall’Istituto tecnico per i trasporti ferroviari di Novosibirsk vantano un record difficilmente uguagliabile in quanto sono incorsi in una tripla violazione e i dirigenti di quella scuola furono sottoposti ad azione giudiziaria per: violazione del monopolio postale, pubblicazione clandestina (i “samizdat”); rivelazione di segreti di Stato. Ora i fatti: nel mese di dicembre del 1962, l’Istituto tecnico per i trasporti ferroviari di Novosibirsk (Niert) commemorava il trentesimo anniversario della sua fondazione. In occasione dell’evento furono stampate, dalla tipografia del quotidiano locale “Soviet Siberia”, sei etichette ispirate agli schizzi di due artisti. Vennero realizzate in rosso su piccoli fogli di due righe di tre etichette ognuna. Molti fogli furono perforati con la macchina per cucire. I “francobolli” sono orizzontali e misurano 36×22 millimetri. Tutti presentano le iscrizioni: “30 anni Niert” e “Novosibirsk 1962 corriere postale”.  Esaminiamo ogni etichetta nel dettaglio: 1ª: eroe dell’Unione Sovietica U.Derabin, allievo dell’Istituto; 2ª: monumento dei combattenti per la Rivoluzione con razzo sullo sfondo; 3ª: eroe dell’Unione Sovietica Bezukladnicov, allievo dell’Istituto (N.d.R. etichetta sequestrata!); 4ª: Teatro dell’opera e balletto di Novosibirsk; 5ª: treno merci; 6ª: palazzo dell’Istituto tecnico

Fu la terza etichetta che portò ai drammatici eventi. Ma prima di chiarire il mistero, aggiungiamo qualche, ulteriore, informazione filatelica.

Vennero stampati 25mila fogli, ciascuno con il gruppo da sei etichette. La maggior parte della tiratura fu distribuita tra gli insegnanti e gli studenti dell’Istituto, e a tutti gli ospiti partecipanti al giubileo.

Le etichette vennero applicate, assieme ai correnti francobolli sovietici, sulle lettere ufficiali dell’Istituto, dell’Amministrazione ferroviaria della Siberia occidentale e anche su missive private di studenti, insegnanti e ospiti.

Quando la corrispondenza passava attraverso il sistema postale, le etichette venivano annullate con uno speciale timbro: per l’Istituto era triangolare in nero, per l’Amministrazione ferroviaria rotondo in nero con il testo “Spedizione postale dell’Amministrazione ferroviaria Tomsk”.

Sulle buste che contenevano i biglietti d’invito ai festeggiamenti, invece, venivano applicate solo le etichette.

Gli studenti dell’Istituto avevano creato un proprio “corriere postale privato” e consegnavano i plichi ai relativi destinatari in città affrancati con le sole etichette. Si trattava di un servizio libero e autentico! Le etichette che venivano incollate sulle buste e consegnate dagli studenti assolvevano sicuramente al ruolo di francobolli, mentre quelle collocate accanto ai francobolli sovietici avevano la funzione di adesivi pubblicitari. Vi è illustrato l’ “innocuo” allievo U. Derabin. Nei giorni in cui operò il corriere degli studenti furono consegnate 500 buste provenienti dall’Istituto. Durante lo stesso periodo, le lettere con un francobollo sovietico a tariffa appropriata e le etichette furono annullate nell’ufficio postale 23, situato non lontano dal centro.

Tornando ora alla terza etichetta/francobollo, spieghiamo chi fosse l’eroe dell’Unione Sovietica Bezukladnicov. Un allievo dell’Istituto, certo, ma per lungo tempo il suo servizio militare rimase segreto. Di fatto era un membro del KGB, o meglio faceva parte del segretissimo GRU (l’intelligence militare sovietica che controllava persino il KGB!). Quando ” questo 007″ ricevette l’invito a visitare la scuola, il suo capo prese speciali accordi con la commissione del giubileo sulle condizioni da applicare alle visite degli ex-studenti a Novosibirsk: niente foto e notizie sulla stampa.

Le restrizioni giunsero assolutamente inaspettate, in quanto il ritratto di Bezukladnicov si trovava già su una delle etichette! Il dipartimento locale del KGB ordinò di distruggere tutti i “francobolli” in circolazione che mostravano il suo ritratto ed è quanto avvenne, con la sola eccezione di una cinquantina di esemplari!

Il corriere operò solo per tre settimane, dall’1 al 20 dicembre 1962 e in quel periodo le etichette furono timbrate. Dopo il 20 dicembre, l’amministrazione postale locale fu costretta a distruggere le rimanenze, con la giustificazione che si trattava di emissioni illegali. Gli organizzatori di questa iniziativa vennero arrestati e processati.

Solo oggi a distanza di più di cinquant’anni è stato possibile all’Autore entrare in possesso della serie completa comprendente anche il francobollo dello 007 del KGB. Infatti, nonostante la glasnost introdotta  da Gorbaciov nel 1985 con la Perestrojka, del set completo dei francobolli di Novosibirsk si poteva avere al massimo -e solo di nascosto!- una brutta fotocopia in bianco e nero.

 

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2 Responses to Il francobollo sequestrato dal KGB raffigurava uno 007 sovietico. Articolo di Fabio Vaccarezza

  1. Daniele scrive:

    Complimente all´autore. La diffusione di giuste informazioni riguardanti la filatelia ricopre un ruolo fondamentale anche sotto l´aspetto economico. Esistono francobolli rari o rarissimi, spesso protagonisti di storie affascinati, che vengono peró snobbati dal mercato e dai commercianti causa l´impossibilitá o quasi, di approvigionamento, sui quali poi spesso cala il silenzio. Riportarne alla luce le storie non é solo fare cultura, ma anche invogliare su vere opportunitá di investimento. Quanti conoscono il Gronchi rosa ( 80.000 esemplari emessi) e quanti un locale di Novosibirsk o un francobollo dell´isola delle Rose ( poche centinaia se non decine esistenti)?

  2. Giambattista Pepi scrive:

    L’autore è colto e distinto. Sono orgoglioso e contento di pubblicarne gli articoli sempre ben scritti, ottimamente documentati, e ben narrati. E’ un mondo affascinante la filatelia culturale, mentre penso che la filatelia, come tale, non vada considerato come un investimento remunerativo, quanto piuttosto come una passione colta, affascinante, che eleva lo spirito e le proprie conoscenze.

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