Il Paese senza tasse. Articolo di Fabio Vaccarezza e Michele Apicella

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Nell’aprile di quest’anno alcuni quotidiani hanno riportato la notizia della nascita di un nuovo Stato: Liberland. Nato per iniziativa del ceco Vit Jedlicka, un attivista euroscettico, sembra avere attirato le simpatie di molta gente se è vero che in cinque mesi 300mila persone ne hanno chiesto la cittadinanza. Ma chi non sarebbe felice di sottostare alle leggi di Liberland il cui motto è “vivi e lascia vivere”? Se poi si aggiunge che in quel Paese non ci saranno tasse… l’interesse è presto spiegato. Un po’ più complesso prendere la residenza in quel territorio visto che l’intero Stato è ricoperto da una foresta e che attualmente è disabitato e non ci sono case.

Ma di cosa stiamo parlando? Di una zona di appena sette chilometri quadrati sulle rive del Danubio fra Croazia e Serbia. Questo lembo di terra sembra non appartenere a nessuno. Per una mancata definizione dei confini fra i due Stati slavi, già dal tempo i cui erano regioni della ex Jugoslavia, attorno alle rive del fiume vi sono zone reclamate da entrambi e un’area non reclamata da nessuno dei due contendenti. Ecco dunque l’iniziativa di  Vit Jedlicka che si è proclamato presidente di questo nuovo Stato (l’ottavo nato dopo la dissoluzione della Jugoslavia).

I collezionisti di etichette e pseudo francobolli stampati da micronazioni sono in attesa delle prime emissioni ufficiali del sedicente Stato, ma si dovrà attendere a lungo, almeno sino a  quando sarà costruito il primo ufficio postale di Liberland, che comunque ha già la propria bandiera. Il nuovo Stato ha cercato contatti con le autorità delle due nazioni limitrofe, ma la Serbia ha snobbato le missive di Vit Jedlicka, mentre la Croazia è stata più dura e ha impedito l’accesso ai giornalisti e a chiunque volesse recarsi a Liberland. Senza addentrarci in problematiche di diritto internazionale, possiamo affermare che per il nuovo presidente sarà ben complicato dimostrare la sua autorità su quei sette chilometri quadrati se non potrà nemmeno calpestarne il suolo!

Spostiamoci ora in un’altra zona del mondo per mostrarvi una micronazione che perlomeno il suo ufficio postale lo ha già. Questa piccola costruzione, con tanto di bandiera che garrisce al vento, èsituata in una località battezzata Aurora a 350 chilometri a sud ovest di Sidney in Australia ed è anche una delle sedi del sedicente Impero di Atlantium. La bandiera fu raffigurata nel 2006 sulle prime etichette stampate dall’Impero, mentre in una “emissione” successiva spicca la figura dell’imperatore George II.  La cartoline spedite da Aurora giungono anche in Italia con tanto di annullo dell’Impero, ma solo grazie al fatto che sul retro vi è applicato il francobollo australiano in tariffa per invio all’estero. L’imperatore George II al secolo George Cruickshank è residente a Sidney e non ha dichiarato il suo appezzamento di terra  un impero secessionista a sé stante, ma si è limitato a dichiararne la extraterritorialità e sul suo sito – dove raccoglie simpatizzanti e vende etichette e monete ricordo – ha spiegato le sue idee di libertà in questo mondo sempre più globalizzato. L’impero di Atlantium resterebbe quello che è, cioè un gioco che nacque  fra ragazzi nel lontano 1981 se non fosse che il suo imperatore è molto attivo e promuove convegni e conferenze a cui partecipano simpatizzanti e alte cariche di altre autoproclamate micronazioni. Nel luglio del 2013 la seconda “Polinational international conference” di Londra ha avuto un discreto successo e la notizia che ci interessa è che la prossima edizione si terrà in Italia, vicino a  Perugia, dove esiste, in mezzo al verde,  la Repubblica di Alcatraz.

Per chi dei nostri lettori volesse approfondire argomenti fai da te del tipo “How to start your own Country”, può leggere il libro scritto da Erwin Strauss. Libro che probabilmente è la bibbia del presidente di Liberland Vit Jedlicka.

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5 Responses to Il Paese senza tasse. Articolo di Fabio Vaccarezza e Michele Apicella

  1. Daniele scrive:

    Buongiorno,

    segnalo la prima emissione filatelica ufficiale di Liberland, una serie di 4 valori:
    http://lafilatelia.it/forum/download/file.php?id=206368&t=1

    • Giambattista Pepi scrive:

      Segnalazione preziosa. Lo riferirò agli Autori dell’articolo qualora non lo sapessero già. Grazie mille!. Giambattista Pepi

  2. Daniele scrive:

    Grazie. Purtroppo ho notato che il link é visibile solo dietro registrazione presso il sito lafilatelia.it. Mi scuso per questo.
    Aggiungo che alcune serie sono in vendita su ebay.com previa ricerca per parola chiave Liberland.

    • Giambattista Pepi scrive:

      Anche di questo informerò gli Autori. Si vede proprio quanto sia stata preziosa l’iniziativa concordata con Vaccarezza e Apicella di pubblicare nel nostro sito nella sezione Filatelia culturale la serie dedicata ai micro Stati veri o presunti che siano, ma che suscitano sempre un interesse particolare. Noi, come vedrà, ci occupiamo di altri filoni dell’informazione finanziaria, che con la Filatelia culturale hanno ben poco da condividere, ma ci è parso grazioso rendere i contenuti del sito un po’ più leggeri!. Giambattista Pepi

  3. Fabio V. scrive:

    Buongiorno,
    il forum di filatelia e francobolli è a iscrizione gratuita. Gli oltre 2.200 membri leggono oltre 600.000 pagine di filatelia al mese! Un numero incredibile. Il Forum è utilissimo per tutti i collezionisti di francobolli, dai neofiti sino ai più esperti.
    Tornando ai francobolli -o meglio alle sue etichette- il set di 4 è in vendita su ebay al prezzo di 22 euro con il “coprami subito”. Cifra esorbitante e giustificata dal Vendor ceco con un generico “supporto a Liberland”. Là non ci sono tasse, ma per avere delle etichette da 5 euro -massimo- bisogna pagare una gabella di 17 euro più le spese di spedizione anche quelle alte. Naturalmente ognuno è libero da comprarle o meno, ma il venditore NON fa gli interessi del collezionismo filatelico volendoci lucrare sopra. E’ bene che si sappia.
    Saluti a tutti i lettori di Finanzalternativa

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